Il prezzo dell’olio d’oliva cala ma resta superiore a quello estero

estrazione olio di oliva

La campagna 2025-2026 conferma il ritorno alla normalità già segnata dalla campagna 2024-2025, dopo due annate particolarmente problematiche sul fronte produttivo e con ricadute su tutte le altre variabili del settore.
Cosa significa normalità? In termini di produzione internazionale si registrano volumi poco al di sotto i 3,5 milioni di tonnellate, livello solo leggermente inferiore rispetto all’anno precedente e decisamente sopra la media delle precedenti 4 campagne nel cui computo ci sono anche le scarse produzioni del 2022 e 2023.

Il quadro nazionale

La produzione olearia italiana secondo stime già abbastanza consolidate si è rilevata addirittura migliore rispetto a quanto si immaginasse a inizio raccolta. La produzione si attesta, infatti, a 325.000 tonnellate, con un incremento del 31% rispetto all’anno prima e tutto sommato è un risultato che non crea particolari sorprese data l’ormai inevitabile alternanza tra annata di carica e annata di scarica. Il risultato è la somma di un Centro-Nord che perde rispetto alla produzione 2024, mentre il Sud, Puglia in testa, recuperano molto.

Andamento dei prezzi

I listini dei principali competitor, intanto, hanno continuato nella scia dei ribassi già in atto dallo scorso anno, mentre l’evo italiano ha cominciato a registrare segnali flessivi solo dall’inverno 2026 anche come conseguenza della maggior produzione interna. In questa fase c’è però da segnalare un aspetto importante e cioè il forte divario tra il prezzo medio dell’evo italiano e quello degli altri Paesi (grafico 2).

andamento dei prezzi olio d'oliva

Aumenta l’export di olio d’oliva

Il ritorno a condizioni normali delle produzioni internazionali ha prodotto come primo effetto l’aumento degli scambi internazionali. Nel 2025, infatti, sono aumentati gli scambi soprattutto in volume. L’Italia, che resta il crocevia del commercio di olio di oliva essendo il secondo esportatore e primo importatore, non poteva che non essere protagonista di questo incremento dei flussi. Elaborazioni su dati Istat registrano un incremento sia delle importazioni italiane in volume del 49%, a fronte di un export cresciuto del 15%.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 14/2026
Il prezzo dell’olio d’oliva cala ma resta superiore a quello estero
di Tiziana Sarnari
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