Oltre 7,5 milioni di euro per l’aiuto de minimis al grano duro

Entro il prossimo 15 settembre gli agricoltori possono presentare all’organismo pagatore Agea la domanda di aiuto grano duro de minimis per l’anno 2026.
Lo prevede la circolare n. 42887 del 19 maggio scorso, che ha fornito tutte le indicazioni necessarie per l’applicazione del regime di sostegno nel corso della corrente annata.
La dotazione finanziaria disponibile è fissata a 7.565.186 euro, un importo inferiore rispetto agli anni precedenti che potrebbe tuttavia essere integrato con specifiche disposizioni ministeriali, così da avvicinarsi agli importi degli anni scorsi, quando non si è mai scesi al di sotto dei 10 milioni di euro annui.

I requisiti di accesso

Le imprese agricole richiedenti devono aver sottoscritto, entro il 31 dicembre 2025, un contratto di filiera almeno triennale, direttamente con l’impresa di trasformazione e commercializzazione oppure con l’Organizzazione di produttori, le cooperative o i consorzi agrari.
Un secondo requisito indispensabile è l’utilizzo di semente certificata, da dimostrare allegando alla domanda di aiuto la relativa fattura di acquisto. I quantitativi minimi devono essere coerenti con la superficie seminata e pari ad almeno 150 kg/ha, fatta eccezione per la varietà Senatore Cappelli, per la quale la dose minima scende a 130 kg/ha.

Il calcolo del contributo

L’aiuto spettante a ciascun beneficiario è commisurato alla superficie agricola espressa in ettari con due decimali, entro il limite massimo di 50 ha per beneficiario. L’importo indicativo del contributo per il 2026 è pari a 100 euro per ogni ettaro coltivato a grano duro e oggetto di contratto di filiera. Il premio definitivo sarà determinato a consuntivo sulla base della superficie considerata ammissibile.
Il sostegno pubblico è riconosciuto secondo le regole del de minimis agricolo. Questo prevede un massimo di 50.000 euro erogabili nel corso di tre esercizi finanziari per ciascun beneficiario, compreso quello in corso. La concessione del contributo è inoltre subordinata al rispetto della soglia massima di 300.000 euro complessivamente ricevuti per aiuti non agricoli, come previsto dal regolamento 2023/2831.

Oltre 7,5 milioni di euro per l’aiuto de minimis al grano duro
di C. Di.
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