Grano e mais: oltre l’emergenza climatica c’è una crisi strutturale

grano

L’ondata di calore e la siccità estiva stanno aggravando la crisi strutturale del settore cerealicolo italiano, con ricadute in particolare su grano e mais.

Impatto delle anomalie termiche

Le conseguenze si differenziano tra cereali vernini e colture estive. «Per frumento duro e tenero la criticità principale risiede nei bassi prezzi e nella qualità della granella – spiega Amedeo Reyneri, ordinario di agronomia all’Università di Torino intervistato da L’Informatore Agrario.
«La campagna maidicola sconta una contrazione iniziale delle semine del 5% e una stima di flessione della produzione nazionale vicina al 10%», fa presente Cesare Soldi, presidente dell’Associazione maiscoltori italiani (Ami).

Aggregazione e tecnologia

Secondo Dario Frisio, ordinario di Economia agraria all’Università di Milano, uno dei principali limiti dell’agricoltura italiana è la ridotta dimensione media delle aziende, che ostacola l’accesso alle tecnologie digitali e all’agricoltura di precisione. Nell’ottica di superare questo problema, propone di rafforzare le reti d’impresa, permettendo alle aziende di condividere investimenti e innovazioni (come droni e gestione dei dati) senza rinunciare alla propria autonomia. Inoltre, il ritardo nell’adozione delle innovazioni genetiche e delle sementi biotech ha penalizzato la competitività italiana.

Contratti di filiera e TEA

Le richieste delle organizzazioni di categoria convergono su misure mirate. Filippo Schiavone, componente della Giunta di Confagricoltura, propone il rafforzamento dei contratti di filiera, incentivi allo stoccaggio, una revisione dell’etichettatura per valorizzare il grano italiano e maggiori investimenti nella ricerca e nelle tecnologie di evoluzione assistita (TEA) per ottenere varietà più resistenti ai cambiamenti climatici.
Per quanto riguarda il mais, Cesare Soldi indica un piano basato su quattro pilastri: riforma e potenziamento dei contratti di filiera, eliminando alcuni vincoli normativi che ne limitano l’efficacia; introduzione di un sostegno accoppiato specifico per il mais da granella; creazione di un Fondo di filiera dedicato alle produzioni Dop; e sostegno all’innovazione genetica attraverso le TEA.

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Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 21/2026
Grano e mais: oltre l’emergenza climatica c’è una crisi strutturale
di Gaetano Menna
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