Dal ColtivaItalia 40 milioni di euro per il grano duro

grano duro

Il «tavolo frumento» del 21 luglio presso il ministero dell’Agricoltura ha avviato una serie di riflessioni e di azioni concordate con la filiera sulle criticità del settore cerealicolo, a cui faranno seguito il «tavolo mais» il 23 luglio ed il «tavolo riso» il 30.

Lollobrigida prevede «interventi strutturali»

Il ministro Francesco Lollobrigida, al tavolo frumento ha annunciato un pacchetto di interventi strutturali.
Sul fronte finanziario, il piano ColtivaItalia destinerà, a partire da gennaio 2027, 40 milioni di euro specifici per la filiera del grano duro.
Questa misura si inserisce in un quadro di investimenti più ampio per il settore primario che mobilita complessivamente 2,5 miliardi di euro, derivanti da fondi Pac, Pnrr (533 milioni), Fondo grano duro (64 milioni) e Distretti del cibo (21 milioni).
Per contrastare l’aumento dei costi di produzione, il Masaf sta studiando un potenziamento del contributo contro il caro fertilizzanti, per integrare la riserva di crisi UE che attualmente copre fino al 50% degli incrementi subiti dalle aziende.
Un punto cardine dell’intesa riguarda la lealtà della concorrenza. Il ministro ha garantito un inasprimento dei controlli ai punti di ingresso, con particolare attenzione ai residui di sostanze vietate nel grano importato.
Parallelamente, si punta sulla ricerca scientifica attraverso le TEA (Tecnologie di evoluzione assistita) per incrementare la capacità produttiva e la qualità della materia prima nazionale.
L’incontro ministeriale si è concluso con l’impegno a lanciare campagne promozionali dedicate alla pasta italiana, con l’obiettivo di sensibilizzare i consumatori.

Le tensioni sindacali sulla Cun grano duro

L’incontro al Masaf è avvenuto dopo un mese di forti tensioni sindacali focalizzate sull’efficacia della Commissione unica nazionale (Cun) grano duro.
Nelle settimane precedenti, le federazioni regionali di Confagricoltura di Umbria, Abruzzo, Lazio e Marche, con un intervento congiunto, avevano sollevato dubbi sulla capacità della Cun di garantire il reddito e sulla sua composizione, lamentando l’esclusione degli stoccatori.
Coldiretti aveva risposto con l’«Operazione Verità» in diretta social; a difesa dello strumento ci hanno «messo la faccia» i cinque commissari nella Cun di Coldiretti, definendo la commissione «un presidio necessario per garantire trasparenza e contrastare il calo delle quotazioni internazionali».

 

di Claudio Costantino
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