I percorsi di PSB per il grano sostenibile

Nell’attuale contesto geopolitico ed economico, dove la cerealicoltura italiana si trova a fare i conti con l’estrema volatilità dei mercati e le sfide imposte dal cambiamento climatico, la Società produttori sementi (PSB) si conferma attore di primo piano per l’innovazione varietale e il consolidamento delle filiere del made in Italy.
In occasione della giornata di visita ai campi catalogo, tenutasi lo scorso 27 maggio presso i terreni dell’Oasi del Quadrone della Cooperativa Lacme a Medicina (Bologna), PSB ha riunito i principali addetti ai lavori, tra clienti, tecnici e agricoltori, per delineare le prospettive per il 2026 e presentare le strategie industriali condivise con partner di primo piano come Barilla.
Al centro del dibattito sono emersi il ruolo insostituibile del seme certificato, la centralità della genetica e la necessità di adottare pratiche agricole a basso impatto ambientale.

Filiera e diversificazione

«Il futuro della cerealicoltura non può prescindere da una stretta sinergia tra la fase agricola e quella industriale». Lo ha sottolineato con forza a L’Informatore Agrario Marco Ciurlanti, presidente di PSB, spiegando che il futuro dell’azienda è legato indissolubilmente al concetto di filiera, uno strumento indispensabile per operare con una reale ottica di mercato.

Da sinistra: Antonino La Magna, direttore commerciale e Marco Ciurlanti, presidente di PSB

«Per quanto riguarda l’offerta varietale, PSB intende mantenere un forte presidio sui frumenti, comparto nel quale continuerà a investire per costituire nuove genetiche proprietarie. Al contempo, l’azienda considera strategico il segmento delle leguminose, che offrono il vantaggio di una minore pressione competitiva e di prezzi di mercato decisamente più stabili rispetto a quelli dei cereali a paglia».
Questa visione strategica si riflette anche sul fronte dell’internazionalizzazione. «L’azienda − ha aggiunto Ciurlanti − opera oggi principalmente sul mercato nazionale, che assorbe l’85% delle attività, mentre il restante 15 è destinato all’esportazione. L’obiettivo per i prossimi anni è far crescere questa quota estera, guardando con particolare interesse e attenzione ai mercati del Nord Africa».

I percorsi agronomici sostenibili

Sul piano dell’innovazione agronomica la risposta di PSB alle sfide della transizione ecologica si concretizza nei Pas, ovvero i Percorsi agronomici sostenibili. Si tratta di un progetto nato dalla partnership strategica con Basf e Belor, volto a definire protocolli di coltivazione capaci di ridurre significativamente le emissioni di anidride carbonica nell’ambiente, senza per questo penalizzare le rese quantitative e la qualità merceologica della granella. Proprio presso i terreni della Cooperativa Lacme sono state impostate diverse prove Pas su frumenti teneri e duri, impiegando varietà PSB, Apsov e Conase.
«Le prime esperienze di questo progetto spiega Antonino La Magna, direttore commerciale di PSB, risalgono alla campagna agraria 2023-2024 come obiettivo congiunto di PSB e Basfcon la collaborazione e la consulenza agronomica di Agrostaf, che ha operato sui campi prova dalla semina fino alla raccolta e alla successiva elaborazione statistica dei dati. Il progetto, in sostanza, mette a confronto diversi trattamenti di difesa e strategie di nutrizione e biostimolazione per individuare quello più efficace in termini di emissione di CO2».
I primi dati emersi certificano che un percorso sostenibile permette un aumento della redditività stimabile tra 80-100 euro/ha rispetto a una conduzione standard con un calo del 25% dell’impronta carbonica.

Alcune varietà in campo

Gianluca Ferrazzano, responsabile portfolio prodotti di PSB ha fatto il punto sulle varietà di grano tenero particolarmente rilevanti nel catalogo della sementiera: «KWS Criterium è un frumento che si distingue per l’ottima adattabilità a tutti gli ambienti e per un potenziale produttivo elevatissimo, paragonabile ai migliori standard di mercato». Ferrazzano ha inoltre sottolineato come questa varietà sia ideale per i regimi colturali intensivi, dove riesce a esprimere al massimo la sua spiccata produttività.

«KWS Constellum è una varietà a taglia media e spiga aristata che offre un’eccellente tenuta all’allettamento e un’ottima sanità della pianta. Il suo vero punto di forza, come evidenziato durante le prove in campo, risiede nell’eccezionale qualità molitoria, un aspetto che lo rende particolarmente apprezzato dall’industria di trasformazione – ha continuato, per concludere citando SY Liam, un grano precoce a spiga sub-aristata che si sta imponendo come il nuovo punto di riferimento per il settore dei biscottieri. «Questa varietà unisce una eccellente produttività ad un’ottima tolleranza all’allettamento, garantendo stabilità e standard qualitativi elevati per tutta la filiera».

Lorenzo Andreotti