Quattro listini territoriali sviliscono la Cun

cun grano duro

Le quotazioni del grano duro restano al ribasso e la Cun (Commissione unica nazionale) non incide sulle dinamiche di mercato.
L’assetto dello strumento è ora al vaglio della giustizia amministrativa: l’associazione Grano Salus di Foggia ha infatti depositato un ricorso straordinario al Consiglio di Stato.
L’atto si fonda su significativi rilievi di governance − quali la scelta di fissare la sede a Roma anziché a Foggia e l’esclusione dell’associazione dalla Commissione di definizione del prezzo − ma dal punto di vista dell’analisi di settore il nodo più critico investe il meccanismo di formazione del prezzo. Il punto centrale risiede nella frammentazione geografica delle quotazioni che, secondo il ricorso dell’associazione, distorce la corretta valorizzazione del cereale.

Spiega a L’Informatore Agrario il presidente di Grano Salus, l’ex senatore Saverio De Bonis, storico promotore della disciplina normativa delle Cun e per anni membro attivo nella Commissione Cun: «Il vizio di fondo dell’attuale Cun risiede nell’aver stabilito quattro distinti prezzi territoriali, mentre la normativa istitutiva prevede un listino unico nazionale. Disaggregare i valori su base geografica svilisce la funzione di una commissione accentratrice. Un sistema trasparente ed efficiente dovrebbe basarsi su un prezzo unico di riferimento, per poi prevedere maggiorazioni e premialità legate esclusivamente alla qualità».

Un’impostazione, quella delle quattro aree mercatali, che il ricorso impugna formalmente. «Negli Stati Uniti − ci dice De Bonis − operano pochissimi mercuriali per un territorio immenso. In Italia, al contrario, si è preferito mantenere una compartimentazione regionale su volumi ridotti, riproponendo la frammentarietà e l’opacità delle vecchie borse merci locali».

Per i ricorrenti le differenziazioni di prezzo non devono dipendere dall’area in cui si coltiva, ma dalle caratteristiche oggettive della granella. «I premi sul prezzo unico − conclude il presidente di Grano Salus − dovrebbero valorizzare parametri commerciali come le proteine, l’indice di glutine e il peso specifico, ma anche e soprattutto i profili microbiologici e tossicologici, a partire dall’assenza di residui. L’attuale griglia si concentra quasi solo sul tenore proteico, trascurando gli aspetti sanitari».

 

Quattro listini territoriali sviliscono la Cun
di Claudio Costantino
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