Raccolto oltre le attese per il grano tenero

raccolto grano tenero

Considerando il tumultuoso andamento meteorologico dell’inizio dell’estate, il raccolto nazionale di grano tenero è stato sorprendentemente positivo.
Complice il caldo di inizio giugno, le operazioni di raccolta sono state infatti anticipate di 10-15 giorni rispetto alla normalità. Questo, ha permesso di evitare gli eventi estremi (grandine, soprattutto) che hanno colpito alcune zone del Nord da metà giugno in poi.

Raccolto italiano in crescita

Il risultato quantitativo è stato perciò più positivo: il raccolto di quest’anno ha sfiorato, secondo i dati pubblicati recentemente dall’Istat, i 3 milioni di t (tabella 1), e ciò grazie ad una resa media nazionale di quasi 6 q/ha in più rispetto al 2025.

superfici e produzione di frumento tenero in Italia (2025 e 2026)
Ancora incerta la qualità dei frumenti. Secondo Italmopa, la maggior resa dovrebbe aver determinato un tenore proteico più basso rispetto allo scorso anno, con conseguenti valori molitori inferiori, ma è ancora presto per trarre conclusioni a tal proposito.

La crisi produttiva UE

È andata meno bene nel resto d’Europa, dove il maltempo, ossia la combinazione tra temperature molto elevate ed eventi estremi come forti temporali e grandinate nei principali Paesi produttori (soprattutto Germania e Paesi dell’Est), ha compromesso i risultati produttivi e probabilmente anche qualitativi.
L’UE ha infatti ridotto la produzione di circa 10,9 milioni di t, nonostante che la superficie seminata fosse praticamente identica rispetto al 2025.

Geopolitica e mercati

In sintesi, considerando la situazione di domanda e offerta al livello globale, ci potrebbero essere le condizioni per prezzi più sostenuti nel corso della campagna di commercializzazione 2026-2027.
I «fondamentali» non tengono però conto della situazione geopolitica al livello mondiale, che si presenta sempre più complessa. Citiamo solo alcuni eventi: la guerra USA-Iran, con la parziale chiusura di importanti vie commerciali come il Mar Rosso e il Golfo Persico, e la difficile situazione dei porti sul Mar Nero, non solo ucraini ma anche russi.

Scenari per l’industria

Nel frattempo, il mercato nazionale, complice la pausa di agosto, vive una fase di stasi, con prezzi più bassi rispetto ai livelli internazionali.
Il «panificabile» quotato a Milano e Bologna vale attualmente tra 226 e 228 euro/t, ossia molto meno del grano tenero francese.
Con minore disponibilità dai fornitori dell’Europa orientale e forti incognite sulla qualità, resta da capire come reagirà l’industria molitoria nazionale quando tornerà ad acquistare. Considerato il deficit strutturale dell’offerta interna, il grano tenero italiano potrebbe vedere una domanda in crescita nei prossimi mesi, con possibili effetti rialzisti sui prezzi.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 22/2026
Raccolto oltre le attese per il grano tenero
di Herbert Lavorano
Clicca qui per abbonarti a L’Informatore Agrario