La due giorni del commissario Várhelyi in Italia. Sovranità alimentare, reciprocità e controlli doganali al centro dell’agenda

Il commissario Olivér Várhelyi ed il ministro Francesco Lollobrigida al Masaf

La sicurezza del comparto agroalimentare e la tutela degli agricoltori continentali sono state al centro della due giorni in Italia (29 e 30 aprile) del commissario europeo alla Salute e al Benessere animale, Olivér Várhelyi. La missione istituzionale è iniziata a Parma con una visita all’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare. La missione del commissario è poi proseguita a Roma, con una serie di incontri istituzionali. In forte evidenza il vertice romano al ministero dell’Agricoltura con il ministro Francesco Lollobrigida e i successivi tavoli di confronto con i vertici delle organizzazioni agricole.

Durante il confronto al dicastero, il ministro Francesco Lollobrigida ha chiarito la posizione italiana sul pacchetto Omnibus (l’insieme di misure di semplificazione della Pac varate dall’Ue per ridurre gli oneri burocratici a carico degli agricoltori) e sugli accordi commerciali. «Abbiamo dato la completa disponibilità al commissario Várhelyi a sostenere in maniera forte il pacchetto Omnibus, chiedendo di andare incontro negli accordi internazionali al principio di reciprocità: tolleranza zero è il nostro punto di partenza», ha affermato il ministro.

Lollobrigida ha richiesto l’intensificazione delle ispezioni nei porti per arginare l’ingresso di merci extra-Ue non conformi agli standard europei, citando criticamente l’importazione di riso da Paesi che utilizzano agrofarmaci vietati in Europa o che non garantiscono tutele lavorative. Un ingresso di merci scorrette causato, secondo Lollobrigida, dall’«immobilismo dell’Unione Europea» accumulatosi negli anni precedenti.

Rispondendo alle questioni sollevate dal ministro, il commissario Várhelyi ha confermato la massima attenzione di Bruxelles sui temi della reciprocità e dei controlli doganali.

«Il messaggio più importante di questa visita è che noi, in Europa, dobbiamo continuare a difendere e migliorare la sicurezza, la qualità e l’equità del nostro sistema alimentare e della nostra produzione alimentare», ha dichiarato Várhelyi.

Il commissario ha ribadito che «il cibo è la nostra sicurezza, la nostra sovranità. È  l’unico settore in cui l’Europa è ancora sovrana e dobbiamo rafforzarlo».

Per garantire che i consumatori abbiano cibo sicuro e che «gli agricoltori e i produttori europei possano competere ad armi pari con i concorrenti globali», Várhelyi ha confermato il potenziamento strutturale dei controlli. «Stiamo incrementando i nostri audit nei Paesi extra-Ue di almeno il 50% e i controlli nei posti di frontiera dell’Ue di un terzo», ha spiegato. L’Ue supporterà inoltre gli Stati membri «creando una squadra di reazione alle emergenze che sarà operativa e a disposizione».

Un focus specifico è stato dedicato alle crisi epizootiche, con Várhelyi che ha elogiato il «lavoro molto duro e coerente» dell’Italia nel contrastare la Psa e la dermatite nodulare, assicurando il supporto dell’Ue «anche attraverso l’uso strategico della vaccinazione».

Il confronto tecnico è poi proseguito nelle sedi delle rappresentanze di categoria, dove sono stati consegnati dossier mirati alla tutela del reddito e dell’innovazione.

Presso Palazzo Rospigliosi, sede nazionale di Coldiretti, il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo hanno simbolicamente consegnato al Commissario il milione di firme raccolte tra i cittadini, insieme a oltre duemila delibere di enti locali, per esigere la riforma del Codice doganale dell’Unione e l’introduzione dell’etichettatura di origine obbligatoria. L’organizzazione ha inoltre sollevato la questione dei cibi ultra-processati e della sicurezza , chiedendo a Bruxelles una vera e propria «carta d’identità per le importazioni che racchiuda non solo la provenienza, ma anche standard elevati in materia di diritti dei lavoratori, tutela ambientale, benessere animale e sicurezza alimentare».

Altrettanto serrato è stato il dialogo presso la sede di Cia-Agricoltori Italiani, dove il presidente nazionale Cristiano Fini ha ribadito l’esigenza di trasformare la reciprocità commerciale in una vera e propria regola giuridica vincolante. Sul piano della competitività agricola, il presidente  ha sollecitato il Parlamento europeo a blindare l’accordo raggiunto sulle Tea (tecnologie di evoluzione assistita) e chiudere l’iter   entro il prossimo giugno. Tra l’altro ha proposto l’istituzione di un fondo di solidarietà europeo dedicato specificamente alle emergenze epizootiche.

Gaetano Menna