Latte, arrivano i primi segnali di riequilibrio del mercato

Dopo mesi di forte contrazione dei prezzi, il mercato lattiero-caseario sembra avviare una fase di riequilibrio.
I primi segnali arrivano dal latte spot, tradizionale indicatore anticipatore delle dinamiche di domanda e offerta, ma anche dai principali prodotti trasformati e dalle materie prime sui mercati internazionali.
Le quotazioni del latte nazionale sul mercato spot di Milano, dopo aver toccato il minimo di 205 euro/t a metà marzo, hanno registrato una crescita costante fino a raggiungere i 427,5 euro/t il 15 giugno. In appena tre mesi il valore è quindi più che raddoppiato, evidenziando una netta inversione di tendenza rispetto al rapido calo iniziato nell’agosto scorso.
Il mercato spot, per sua natura, tende ad amplificare e anticipare i cambiamenti negli equilibri di mercato. L’attuale recupero riflette infatti i primi segnali di un aggiustamento tra disponibilità di latte e domanda dell’industria.

Prezzi alla stalla verso la stabilità

Anche il prezzo del latte alla stalla mostra segnali incoraggianti. In Italia la quotazione si è attestata a 45,53 euro/100 kg sia ad aprile sia a maggio, interrompendo la fase di ribasso dei mesi precedenti. Una situazione analoga si osserva in Germania, dove il prezzo si è stabilizzato a 40,54 euro/100 kg, mentre in Austria le quotazioni risultano sostanzialmente ferme da circa tre mesi.
Sul fronte produttivo, tuttavia, l’offerta europea continua a crescere. Ad aprile 2026 la raccolta di latte nell’Unione europea è aumentata dell’1,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Si tratta però di un incremento molto più contenuto rispetto a quelli registrati nei primi mesi dell’anno: +5,2% a gennaio, +5,1% a febbraio e +4,7% a marzo. La crescita produttiva prosegue quindi, ma con un ritmo progressivamente più moderato.

Produzione italiana in calo

In Italia il rallentamento appare ancora più evidente. Dopo incrementi via via decrescenti tra gennaio e marzo, ad aprile la produzione nazionale ha segnato una flessione dell’1,2% su base annua. Un dato che sembra indicare una risposta degli allevatori ai segnali negativi provenienti dal mercato e che potrebbe contribuire a spiegare il rapido recupero delle quotazioni del latte spot.
Anche il comparto dei formaggi dop mostra segnali interessanti. Per il Grana Padano, dopo circa 20 settimane di stabilità a 9,30 euro/kg per il prodotto stagionato 9 mesi quotato a Milano, nelle ultime settimane si sono registrati i primi lievi incrementi di prezzo, indicativi di un possibile cambio di fase.
Il Parmigiano Reggiano stagionato 12 mesi, invece, continua a mantenersi sui livelli massimi, attorno a 15,07 euro/kg. Ciò nonostante, la produzione prosegue la sua crescita: a maggio 2026 i volumi risultavano superiori del 5,1% rispetto a maggio 2025.

Latte in polvere in recupero

Ulteriori indicazioni positive arrivano dai mercati internazionali delle commodity lattiero-casearie. Da inizio anno le quotazioni del latte scremato in polvere sono aumentate in modo continuo sia in Europa sia in Oceania e negli Stati Uniti, raggiungendo livelli particolarmente elevati nella seconda metà di maggio.
Anche il latte intero in polvere ha evidenziato una tendenza al rialzo, seppure meno marcata. Fa eccezione il mercato statunitense, dove i prezzi hanno toccato un picco di 480,8 euro/100 kg all’inizio di maggio, mantenendosi successivamente su livelli comunque elevati.
Nel complesso, l’insieme di questi indicatori sembra delineare un graduale riequilibrio del mercato del latte dopo la fase di forte correzione degli ultimi mesi, con prospettive oggi più favorevoli per la filiera.

 

Tratto dall’articolo in pubblicazione su L’Informatore Agrario n. 16/2026
Ritorna l’equilibrio sui prezzi del latte
di G. Canali
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