La Direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo, rete nazionale interamente dedicata all’agroalimentare nell’ambito della Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, sostiene lo sviluppo competitivo della filiera del vino strategica per rilevanza economica e rappresentatività del made in Italy a livello mondiale. Un impegno testimoniato anche in occasione del Vinitaly 2026, con una collaborazione che si rinnova per il quinto anno consecutivo.
Intesa Sanpaolo per la filiera vitivinicola
La Banca ha dedicato uno stanziamento di 1,5 miliardi di euro di nuovo credito per supportare investimenti, crescita dimensionale, innovazione e progetti di sostenibilità delle imprese del settore, in particolare per le oltre 7.000 realtà già clienti e attive nelle più importanti catene del valore vitivinicolo italiano.
Il contesto particolarmente incerto genera inoltre un bisogno strategico di posizionamento competitivo internazionale che Intesa Sanpaolo accompagna con un modello di advisory integrato unico nel panorama nazionale. Sono circa 600 le realtà produttive del settore agroalimentare che per dimensione e valore sono potenzialmente pronte a intraprendere percorsi di crescita attraverso innovativi strumenti di Corporate Finance, tra cui finanza strutturata, IPO, M&A, transizione generazionale e gestione della governance.

Secondo Massimiliano Cattozzi, responsabile della Direzione Agribusiness della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo «In un contesto globale così incerto, le nostre pmi possono contare su un supporto costante sia in termini finanziari che consulenziali: con 1,5 miliardi di nuovo credito a disposizione e un modello di advisory che gode delle sinergie del Gruppo, anche la Direzione Agribusiness riesce a offrire alle imprese del settore un supporto unico in Italia per fusioni, acquisizioni, ricambio generazionale e apertura di nuovi stabilimenti anche all’estero, di particolare interesse anche per i protagonisti del mondo del vino. A questa valutazione sulle opportunità di mercato da cogliere attraverso la finanza straordinaria, affianchiamo i nostri strumenti per la transizione digitale ed energetica, decisivi per mantenere e rafforzare la competitività del vino italiano».
Il supporto della Direzione Agribusiness
Con oltre 1.100 professionisti specializzati e 250 punti operativi su tutto il territorio nazionale, la Direzione Agribusiness affianca ogni giorno le imprese agricole e agroalimentari, tra cui quelle vitivinicole che occupano un ruolo centrale in questo impegno, sostenendone gli investimenti, offrendo strumenti per il capitale circolante, il supporto all’internazionalizzazione, le operazioni di filiera e soluzioni innovative come il pegno rotativo sui prodotti a denominazione.
L’andamento del comparto
Da elaborazioni del Research Department di Intesa Sanpaolo si evidenzia che, in base alle prime stime di OIV, l’Italia si conferma nel 2025 come primo produttore mondiale di vino (47,4 milioni di ettolitri), davanti alla Francia (35,9 milioni di ettolitri) e alla Spagna (29,4 milioni di ettolitri). La previsione per la produzione mondiale è di 232 milioni di ettolitri. Si tratta di un aumento del 3% rispetto al raccolto storicamente basso del 2024, ma comunque inferiore del 7% rispetto alla media del quinquennio precedente. Nonostante ciò, il mercato mondiale del vino dovrebbe rimanere sostanzialmente equilibrato, poiché la crescita limitata della produzione contribuirà a stabilizzare le scorte in un contesto di indebolimento della domanda e di continue incertezze commerciali.
Sul fronte del commercio estero, l’Italia si conferma nel 2024 come primo esportatore mondiale in quantità, mentre si colloca al secondo posto in valore, preceduta dalla Francia. Nel 2025 le esportazioni italiane di vino si sono attestate a 7,8 miliardi di euro, registrando una lieve flessione rispetto all’anno precedente, sia in valore (-3,7%) sia in volume (-1,9%).
Tra i distretti del vino, risultati positivi in termini di esportazioni nel 2025 per Vini e distillati del bresciano (+27,9%), Vini e distillati del Friuli (+7%) e Vini e distillati di Bolzano (+1,9%), stabili per Vini del Veronese (-0,9%), Vini di Langhe, Roero e Monferrato (-0,9%), in lieve calo per Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (-3,1%), Vini dei colli fiorentini e senesi (-2,5%) e Vini e liquori della Sicilia occidentale (-2,6%); più marcato per Vini del Montepulciano di Abruzzo (-13,8%) e per Vini e distillati di Trento (-12,1%).
I numeri in sintesi della Direzione Agribusiness:
- Oltre 9,5 miliardi di euro di erogazioni a Medio Lungo Termine dalla costituzione nel 2021.
- 7.000 aziende clienti del comparto vitivinicolo.
- 65,8 milioni di euro concessi per pegno rotativo su prodotti agroalimentari dop, di cui 25,4 milioni di euro su vino doc/docg/ig.
- 250 punti operativi di cui 95 filiali nel territorio nazionale con circa 1.100 specialisti.
- Nel comparto agroalimentare sono stati attivati 172 contratti di filiera, di cui 36 filiere sostenibili, coinvolgendo oltre 8.500 fornitori e circa 22.000 dipendenti del capo-filiera, con un giro d’affari complessivo di quasi 26 miliardi di euro (dalla filiera del vino, al tartufo, prosciutto, allevamento, zootecnia, olivicoltura e settore lattiero-caseario).



