
Dal 24 al 26 giugno 2026 il Politecnico di Torino ospiterà il Joint CIGR–EurAgEng World Congress 2026, l’appuntamento scientifico internazionale di maggiore rilevanza nel campo dell’ingegneria agraria e dei biosistemi.
L’edizione di quest’anno riunisce oltre 750 partecipanti provenienti da più di 60 Paesi e presenta 684 contributi scientifici selezionati tra sessioni plenarie, sessioni parallele, poster e workshop tematici.
Il tema conduttore “Emerging Technologies and Innovation in Biosystems Engineering” sintetizza la traiettoria che la ricerca internazionale ha imboccato con crescente coerenza: un’agricoltura fondata su dati, automazione, misura precisa delle risorse e integrazione tra competenze agronomiche, ingegneristiche e informatiche.
Il congresso è organizzato congiuntamente dalla CIGR (International Commission of Agricultural and Biosystems Engineering) e da EurAgEng (European Society of Agricultural Engineers), con il Politecnico di Torino quale sede organizzatrice e sotto la guida scientifica della professoressa Patrizia Busato e del professor Remigio Berruto. Il comitato scientifico è presieduto da Fedro Zazueta, professore emerito di Ingegneria agraria e biologica dell’Università della Florida. Nei cento anni di storia della CIGR si tratta soltanto della seconda edizione organizzata in Italia, dopo quella dell’Università di Milano del 1994.
Agricoltura digitale e intelligenza artificiale
Con 166 contributi, l’area dell’intelligenza artificiale, dell’agricoltura intelligente e della trasformazione digitale costituisce il filone più esteso dell’intero programma. Le applicazioni spaziano dal riconoscimento automatico degli insetti nocivi alle colture, mediante sistemi di visione artificiale e reti neurali, alla previsione delle rese tramite algoritmi di apprendimento automatico, fino alla diagnosi nutrizionale delle colture via telerilevamento iperspettrale. Seguono, per consistenza numerica, i contributi su macchine agricole, meccanizzazione e sistemi intelligenti (100 lavori), quelli su clima e impatti ambientali (61) e quelli su acqua, suolo e risorse territoriali (51).
Focus su formazione e gestione dell’acqua
Proprio la gestione sostenibile delle risorse idriche si conferma tema trasversale di grande rilevanza operativa, con particolare attenzione agli agroecosistemi risicoli del bacino mediterraneo: il workshop internazionale Promedrice, inserito nel programma del congresso, affronta problematiche di gestione idrica di diretto interesse per la Pianura Padana, dove i sistemi risicoli piemontesi e lombardi già si confrontano con crescenti pressioni legate alla variabilità climatica.
Un workshop sarà dedicato all’iniziativa europea Pact for Skills, promossa dagli organizzatori che coordinano tre progetti europei sulla formazione nel settore agroalimentare. Con dodici contributi e la partecipazione di due Commissari europei, l’iniziativa evidenzia il ruolo strategico della formazione e del trasferimento tecnologico per sostenere l’adozione delle innovazioni digitali e dell’intelligenza artificiale in agricoltura. La formazione emerge così come un elemento chiave per la competitività e l’innovazione del settore.
Italia protagonista
L’Italia, con 137 contributi a prima firma di autori nazionali, risulta il Paese maggiormente rappresentato nell’intero programma, superando Corea del Sud (86), Cina (48), Germania (43) e Giappone (42). Un dato che riflette la vitalità dei gruppi di ricerca italiani nei settori della meccanizzazione, dell’agricoltura di precisione, della viticoltura tecnologica e dell’ingegneria ambientale.
Informazioni e accrediti: https://www.cigr-eurageng-2026.org/homepage/