La Commissione ambiente non sospende il Cbam

fertilizzante azotato

I deputati della Commissione ambiente del Parlamento europeo hanno recentemente bocciato la proposta di sospendere la tassa sulla CO2 alle frontiere (Cbam) qualora questa avesse provocato un rincaro dei fertilizzanti e di altre materie prime importate.
Ricordiamo che questa tassa serve a proteggere le imprese europee: quando si importano da Paesi extra UE merci la cui produzione emette molta CO2 (come cemento, acciaio e fertilizzanti), l’importatore deve pagare una tariffa, evitando che i prodotti esteri, non soggetti alle severe regole ambientali europee, costino molto meno di quelli realizzati in Europa.
La misura era stata presentata dalla Commissione a inizio 2026, nel periodo più intenso di mobilitazione degli agricoltori contro il Mercosur.
Alle proteste contro il trattato di libero scambio, si erano aggiunte le preoccupazioni che i prezzi dei concimi, già in rialzo, potessero aumentare ulteriormente a causa della tassa sul carbonio. Tuttavia, la proposta ha incontrato l’opposizione di partiti di tutto lo spettro politico, o quasi.

Occasione mancata

Per Stefano Cavedagna (FdI-ECR) il voto della Commissione ambiente è una «occasione mancata» e la riforma del Cbam che ne scaturisce «non tutela i settori strategici e l’agricoltura». All’ipotesi di sospensione, gli eurodeputati hanno preferito la compensazione.
La Commissione ha appoggiato una proposta dell’eurodeputato macronista Pascal Canfin per estendere il fondo temporaneo per la decarbonizzazione – meccanismo che mira a sostenere i settori ad alta intensità di carbonio (es. acciaio, alluminio e fertilizzanti) contro il rischio di delocalizzazione produttiva causato dal Cbam – ad alcuni fertilizzanti precedentemente non coperti, tra cui nitrato ammonico e urea, e a grano tenero, grano duro e orzo.
La giustificazione è proteggere la competitività dei produttori europei rispetto ai concorrenti internazionali. Giustificazione che rafforza la sensazione che l’emendamento sia ritagliato sulle esigenze dei cerealicoltori francesi.

 

Articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 19/2026
La Commissione ambiente non sospende il Cbam
di A.D.M
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