
In un decennio segnato da profonde trasformazioni, tra tensioni geopolitiche, crisi climatica, pressione normativa e accelerazione digitale, il settore primario ha dovuto rivedere le proprie strategie cercando di rafforzare la propria capacità di adattamento.
Se innovazione e tecnologia sono i driver che stanno guidando questo cambiamento oggi più che mai, la semplificazione dei processi, l’accelerazione della ricerca e la digitalizzazione, rappresentano le sfide cruciali per un’agricoltura che guarda al futuro.
È questo il messaggio emerso dall’evento «Il Filo che ci unisce: ieri, oggi e il domani dell’agricoltura», organizzato da Syngenta lo scorso 15 maggio nell’ambito della decima partecipazione al Food & Science Festival di Mantova. L’incontro ha riunito mondo politico e istituzionale, ricerca, imprese e rappresentanti della filiera per fare il punto sull’evoluzione del comparto nell’ultimo decennio e individuare le priorità su cui costruire competitività e resilienza.
«Dalla nostra prima partecipazione al Food & Science Festival – ha sottolineato in apertura dell’evento Massimo Scaglia amministratore delegato di Syngenta Italia – sono passati dieci anni: un arco di tempo che ha visto l’agricoltura cambiare profondamente sulla spinta di fattori che ne hanno riscritto le regole e hanno imposto a noi operatori una riflessione profonda sulla competitività e sulla tutela dei nostri standard produttivi.
In questo scenario l’innovazione è diventata una necessità imprescindibile per garantire buone rese, diminuire l’impatto ambientale e tutelare la salute del consumatore. Sono tematiche sulle quali registro una sensibilità crescente anche tra le istituzioni e ne sono felice perché una politica che riconosce il valore dell’innovazione agronomica può costruire un quadro regolatorio più adeguato e sostenere la competitività dell’agricoltura italiana».
CRESCE IL RUOLO INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Syngenta sta accompagnando questa evoluzione integrando innovazione tecnologica e ricerca avanzata come illustrato da Alberto Piaggesi presidente della filiale italiana. Piaggesi ha poi evidenziato come oggi i driver che guidano l’innovazione siano fondamentalmente tre: il passaggio dalla chimica ai biologicals (agenti di biocontrollo e biostimolanti); l’implementazione della digitalizzazione (con droni, sensori, piattaforme gestionali, ecc.); la transizione dalla produzione alla resilienza (con varietà più resistenti al clima).
Un ruolo strategico sarà svolto dall’intelligenza artificiale nel rendere più rapide ed efficaci le fasi di progettazione e sviluppo di tali soluzioni.
PROMUOVERE UNA CULTURA SCIENTIFICA
Oggi l’agricoltura moderna dove innovazioni e tecnologia sono fattori centrali deve però confrontarsi con diversi ostacoli, come più volte sottolineato nel corso dell’evento.
Da un lato, la carenza di cultura scientifica: proprio per colmare questa lacuna, il Mantova Food & Science Festival si propone di raccontare un’agricoltura che non è solo patrimonio storico, ma anche il risultato di ricerca e innovazione.
Dall’altro, l’eccesso di burocrazia: accanto alla sostenibilità ambientale, economica e sociale, all’imprenditore agricolo deve essere garantita anche una «sostenibilità burocratica», capace di ampliare la «cassetta degli attrezzi» disponibili. In tal senso lasciano ben sperare i passi avanti fatti a livello europeo sull’approvazione delle Tecnologie di evoluzione assistita (TEA), il cui voto è atteso a breve, e sul pacchetto semplificazione Omnibus, che tra le diverse misure prevede un iter più veloce per l’autorizzazione degli agenti di biocontrollo.
di Giannantonio Armentano



