I nuovi mercati dei seminativi per la Coop «G. Bellini»

Grano tenero "Sandomino"

Le forti tensioni sui mercati delle commodity che caratterizzano questo periodo storico, in preda a sconvolgimenti geopolitici, hanno messo a nudo la vulnerabilità del comparto dei seminativi nazionali, che si conferma fortemente dipendente dalle importazioni estere.
La soluzione per uscire da questa crisi è ovviamente produrre più cereali e proteoleaginose nei nostri territori, ma in ottica di segmentazione di filiera per rispondere alle richieste del mercato, sempre più orientato verso filiere come il biologico o il gluten free. Con questa premessa Giuseppe Ciani, presidente della Cooperativa Giulio Bellini, ha aperto lo scorso 13 maggio la giornata tecnica «Insieme per nuove stagioni» presso la Tenuta Garusola a Filo (Ferrara).


Primo intervento della mattinata è stato dedicato alla varietà di grano tenero San Domino, presente nel catalogo sementi della Coop G. Bellini. «È una varietà di forza precoce con elevata capacità produttiva e stabilità nella resa – ha sottolineato il genetista Titi Soare. Inoltre, si presta bene alla coltivazione nella maggioranza degli areali vocati italiani. I risultati della Rete nazionale hanno evidenziato una resa media nel biennio 2018-2020 di 72,65 q/ha e le analisi merceologiche confermano un elevatissimo contenuto proteico, con picchi del 17,8%».
Davide Bacilieri, business director di RAGT Italia, ha fatto il punto sulle tante opportunità legate alla coltivazione delle leguminose: «La nuova Pac premierà le leguminose inserendole all’interno del sostegno accoppiato e in uno dei nuovi strumenti: gli ecoschemi. Il pisello proteico offre infatti la possibilità di migliorare la rotazione tra colture depauperanti e colture da rinnovo, interrompendo la monosuccessione di cereali». Silvio Avalli di Novasem ha proseguito sull’argomento leguminose ricordando due varietà di cece, Twist e Lambada, anch’esse a Catalogo Sementi Romagna: «Entrambe varietà a ciclo medio-precoce con ottimo potenziale e un elevato peso 1.000 semi».

Contratti di filiera e segmentazione di mercato

«La Coop G. Belllini è un’impresa che si differenzia in tante attività fortemente connesse tra loro – ha sottolineato Maria Giovanna Palumbo, direttrice del settore sementi – con l’obiettivo di creare una filiera completa grazie al mulino con impianto industriale di macinatura bio dedicato; l’impianto di trasformazione per prodotti gluten free; l’impianto di selezione foraggere, erba medica e cereali per la produzione di seme certificato anche biologico. Questo ci permette di garantire all’industria e al consumatore prodotto italiano, in quantità costanti nel tempo e con caratteristiche qualitative. Agli agricoltori proponiamo contratti di filiera – ha continuato – che valorizzano il loro raccolto attraverso il riconoscimento di un premio di produzione in riferimento alle caratteristiche qualitative del prodotto conferito. Stiamo lavorando per poter riconoscere un prezzo che tenga conto non solo del mercato, ma dell’effettiva redditività, dei costi colturali e delle rese del prodotto coltivato in un determinato areale».
L’ultimo intervento è stato a cura di Fabrizio Piva, direttore generale di Serbios: «Dal prossimo anno frumento tenero e duro, orzo, avena comune e bizantina, farro dicocco e monococco entreranno nella Lista rossa della Banca dati sementi biologiche, che elenca le specie per le quali non è concessa deroga se disponibili in quantità sufficienti sul mercato nazionale. Di conseguenza la richiesta di sementi bio aumenterà in modo elevato – ha ricordato Piva – a tutto vantaggio di realtà come la Coop G. Bellini che è già operativa in questo senso».
Prima della visita ai campi prova della Coop per vedere dal vivo le varietà citate, la mattinata si è conclusa con l’intervento di Sante Baldini, presidente onorario e direttore generale della Coop G. Bellini: «La recente normativa sulle sementi bio ci vede già pronti per affrontare le novità per il mercato biologico delle sementi. Siamo pronti anche a rispondere a piani colturali con colture proteiche, per una sana e corretta pratica colturale, cogliendo gli obiettivi della nuova Pac. Dopo pisello – evidenziato Baldini – esiste la possibilità di una seconda coltura soprattutto nelle aree irrigue del Centro-Nord dove c’è l’irrigazione. Le nostre esperienze ci confermano che le seconde colture possono realizzare un ciclo quasi da primo raccolto con semina dal 1° al 10 giugno. Molto importante dal punto di vista economico, inoltre, è l’adozione dei progetti di filiera, che non portino solo premialità, ma che garantiscano, attraverso l’aggregazione del prodotto, la valorizzazione del made in Italy che per il consumatore si traduce in qualità, salubrità rintracciabilità e certificazione. Insieme dunque per nuove stagioni, la Coop G. Bellini c’è!».

Lorenzo Andreotti

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