
Nel tardo pomeriggio del 25 agosto scorso il titolare della CET Electronics, Nicola Vicino, ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto sull’autostrada A4 tra i comuni di Cessalto e San Stino di Livenza. Lascia la moglie Linda e i due giovanissimi figli Alberto e Marco.
Laureato in ingegneria delle Telecomunicazioni, il 47 enne manager veneto era molto conosciuto a livello nazionale per la sua attività imprenditoriale nel settore dell’elettronica e del software.
Un lavoro quotidiano e incessante, vocato soprattutto alla Ricerca & Sviluppo, che svolgeva con passione assieme alla sorella Denise, con la quale ha contribuito all’affermazione e crescita della società, fondata nel 1976 a Zenson di Piave (Treviso) dalla madre Nadia e dal padre Alvise, scomparso una quindicina di anni fa.
Da circa dieci anni Nicola aveva focalizzato l’azienda sulla produzione di sistemi e servizi innovativi per l’agricoltura di precisione, dando vita al nuovo marchio “CET Agritech”. Un progetto nel quale aveva saputo unire preparazione scientifica, conoscenza diretta del mondo agricolo e una straordinaria capacità di immaginare soluzioni capaci di anticipare il futuro.
Un impegno costante e una capacità inventiva di Nicola, che hanno valso all’azienda la produzione di diverse innovazioni brevettate, fra cui un sensore di bagnatura fogliare e gocciolamento, un sensore innovativo di umidità del suolo, un sistema di visione delle piante per la stima della superficie fogliare e dello stress idrico.
La figura di Nicola si era affermata anche nel settore della ricerca in agricoltura: la sua solida formazione scientifica, la sua visione poliedrica e la sua lungimiranza nella progettazione di soluzioni tecnologiche all’avanguardia erano apprezzate negli ambienti accademici. Spesso collaborava con università e centri di ricerca per la realizzazione di sistemi e soluzioni innovative per l’agricoltura di precisione, per il mondo della viticoltura in particolare, con l’obiettivo di migliorare le performance delle macchine e rendere più efficaci i processi decisionali in agricoltura.
Relatore in numerosi convegni e seminari, la firma di Nicola Vicino appare inoltre, in veste di co-autore, in calce a svariate pubblicazioni scientifiche relative a sensoristica, modelli previsionali per la difesa dalla peronospora della vite e per la stima dello stress idrico, nonché applicazioni della robotica in agricoltura.

La passione di Nicola per la viticoltura lo ha portato a promuovere e firmare studi scientifici anche su alcuni vitigni particolari. Aveva contribuito alla scoperta di una mutazione della varietà Marzemino, rinvenuta nell’antico vigneto di famiglia e denominata “Marzemino grigio”, e al risanamento dalle virosi del “Grapariol”, storica varietà autoctona di Zenson di Piave, avviando assieme al CREA di Conegliano un’attività di selezione clonale.
Nicola gestiva infatti con la sorella e la moglie anche i vigneti e la storica cantina di famiglia “Terre Grosse” Questa esperienza diretta gli permetteva di conoscere profondamente il mondo agricolo e di confrontarsi alla pari con agricoltori, tecnici e ricercatori del settore, comprendendone le esigenze concrete e trasformandole in nuovi spunti di approfondimento, nuove idee e soluzioni tecnologiche.
L’intensa attività professionale gli lasciava poco tempo al di fuori del lavoro e della famiglia. Da qualche anno, tuttavia, Nicola aveva rispolverato la passione per la montagna e, in particolare, per l’alpinismo: un amore instillatogli in gioventù dal padre ma che successivamente per impegni lavorativi aveva dovuto accantonare.
Con la scomparsa di Nicola Vicino l’imprenditoria veneta e nazionale, e in particolare il settore dell’agricoltura, perdono un profilo di rilievo e soprattutto un uomo che guardava al futuro con curiosità inesauribile e fiducia, sapendo che ogni giorno poteva essere un’occasione per imparare, creare e trasmettere conoscenze.



