La Pietra: il mais è un pilastro della sovranità alimentare

mais

Il 23 luglio si è riunito al Ministero dell’agricoltura, il «Tavolo tecnico mais», segnando l’avvio formale di un percorso strategico atteso dall’intero comparto primario.
L’incontro ha riunito tutti i protagonisti della filiera: organizzazioni agricole, cooperazione, industria sementiera, stoccaggio, mangimistica, zootecnia, filiere agroalimentari e ricerca.
A tracciare le linee guida della riunione è stato il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra che ha inquadrato il cereale come «una materia prima strategica per l’intero sistema agroalimentare italiano».

Patrizio La Pietra
Patrizio La Pietra. sottosegretario del Masaf

Dalla disponibilità, dalla qualità e dalla sicurezza di questa produzione, infatti, dipendono in larga misura la mangimistica nazionale e gli allevamenti bovini, suini e avicoli. A cascata, questo condiziona le più importanti produzioni italiane a denominazione di origine (dop) e indicazione geografica (igp).

La sfida dell’autosufficienza

L’analisi politica e di settore si scontra con un dato di fatto critico: il progressivo ridimensionamento della produzione maidicola nazionale ha drammaticamente aumentato la dipendenza dell’Italia dalle importazioni.
Questo deficit espone le imprese alle repentine oscillazioni dei mercati internazionali, alle crisi geopolitiche, alle difficoltà logistiche e a una marcata volatilità dei prezzi.
«Per il governo – ha chiarito La Pietra – il mais rappresenta una vera e propria componente della sovranità alimentare nazionale».
Di conseguenza, la priorità istituzionale è salvaguardare la base produttiva necessaria alla sicurezza alimentare e alle filiere zootecniche, contrastando gli effetti negativi dei cambiamenti climatici attraverso la prevenzione e un potenziamento della ricerca varietale.
«A questo percorso – ha detto La Pietra – va associato anche un impegno in Europa sulle normative di produzione che, anche in questo caso, devono essere sempre all’insegna della reciprocità rispetto alle importazioni».

Le priorità del futuro Piano Mais

Le future convocazioni del tavolo serviranno a definire le basi operative del Piano Mais, con l’obiettivo di recuperare superfici e produzione, migliorare l’autoapprovvigionamento, sostenere gli investimenti in essiccatoi e impianti di stoccaggio, sviluppare la gestione del rischio e ricostruire rapporti stabili tra agricoltori, mangimisti, allevatori, industria e consorzi.

 

Articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 21/2026
La Pietra: il mais è un pilastro della sovranità alimentare
di G. Me.
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