La Commissione europea ha presentato un Piano d’azione per attenuare l’impatto dell’aumento dei costi dei fertilizzanti azotati. L’UE metterà a disposizione 540 milioni di euro, una dotazione che gli Stati membri potranno triplicare con risorse nazionali, oltre a un pacchetto di modifiche legislative alla Politica agricola comune (Pac). La nuova fiche finanziaria, resa possibile anche grazie a un inatteso tesoretto di 300 milioni individuato nei margini del bilancio UE 2026, dovrebbe ottenere il via libera definitivo entro la fine di luglio
Modifiche alla Pac e aiuti immediati contro il rincaro dei fertilizzanti
Gli emendamenti mirati alla Pac riguardano il reindirizzamento di fondi per lo sviluppo rurale non spesi al sostegno diretto per le aziende agricole. Anche in questo caso i Paesi possono aggiungere finanziamenti nazionali fino al 200%.
Dell’insieme delle misure a breve termine fanno parte anche l’anticipo dei pagamenti diretti. Queste modifiche devono ancora essere approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
Misure a lungo termine e deroga nitrati
Sono previste anche misure a più lungo termine, tra cui una possibile deroga ai limiti previsti dalla direttiva Nitrati per facilitare l’uso del digestato derivante dalla produzione di biogas come input sostitutivo e un tentativo di attivare un circuito virtuoso tra Pac e ETS (Emissions trading system: sistema per lo scambio di quote di emissioni nell’Unione europea).
I dubbi di agricoltori e industria
Tutto questo funzionerà? Agricoltori e industria dei fertilizzanti sono scettici.
La conferenza annuale di Fertilizers Europe a Bruxelles è servita a far emergere molti dubbi. Per Elli Tsiforou, segretaria generale del Copa-Cogeca, qualsiasi risposta mirata deve basarsi su dati concreti relativi a prezzi, scorte e ai costi della decarbonizzazione.
Tiffanie Stephani, vicepresidente per le relazioni con i Governi europei presso il gruppo norvegese di fertilizzanti Yara International, sostiene che le soluzioni dovranno misurarsi con «le crescenti preoccupazioni e difficoltà degli agricoltori sul campo».
Il Cbam, la misura dell’Unione europea per tassare le emissioni di carbonio incorporate nei prodotti importati da Paesi extra UE, continua a far discutere. La Commissione ha già concesso ai fertilizzanti un trattamento eccezionale nell’ambito del Cbam – applicando un aumento dell’1%, anziché quello compreso tra il 10% e il 30% per altri settori interessati fino al 2028 – ma ha rifiutato di andare oltre, respingendo le richieste di una sospensione totale.
Per Antoine Hoxha, direttore generale di Fertilizers Europe, l’industria ha già fatto quel che può per la decarbonizzazione incentivata da ETS e Cbam. Il tratto che rimane da percorrere ha costi proibitivi.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 17/2026
Bruxelles scova un tesoretto contro il rincaro dei fertilizzanti
di Angelo Di Mambro
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