Il caro-azoto riduce le superfici UE a mais

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Le semine primaverili nell’Emisfero settentrionale entrano nel vivo con un’incertezza che non è più solo climatica. Infatti, il vero spartiacque per il mais è il costo dei fattori di produzione (azoto in primis), peraltro in un contesto di bassi prezzi internazionali per buona parte dei seminativi, ma di forti tensioni sui mercati energetici mondiali.
Una combinazione che rischia di penalizzare in particolare le superfici investite.

Il quadro negli Usa: mais vs soia

Negli Stati Uniti, primo esportatore di mais, le superfici restano elevate, ma rispetto a un anno fa i prezzi sono scesi, comprimendo i margini delle aziende, mentre i fertilizzanti e i prodotti energetici hanno subìto un’impennata improvvisa legata alle tensioni geopolitiche e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

Stando ai primi sondaggi dell’Usda, il mais dovrebbe retrocedere in 37 dei 48 Stati produttori, mentre la soia, meno esigente in termini di fertilizzazione e meno energivora, dovrebbe guadagnare in superfici almeno 4 punti percentuali sulla passata stagione.

Tendenze in UE e in Italia

In Europa il fenomeno è più sfumato, ma non meno significativo.

Il caro-fertilizzanti ha già lasciato il segno negli ultimi anni, riducendo la redditività delle colture a maggiore intensità di input. E in Italia, dove il mais ha già perso terreno strutturalmente nell’ultimo decennio, il nuovo shock energetico potrebbe accentuare il fenomeno.

La soia offre diversi vantaggi: minor fabbisogno di fertilizzanti azotati, costi energetici ridotti per l’irrigazione e maggiore flessibilità nella rotazione colturale.

Prospettive sulle semine

Nell’Unione europea le semine 2026 a mais potrebbero scendere quest’anno sotto la soglia degli 8 milioni di ha, con riduzioni del 10-15% in Francia, a vantaggio del girasole, e con tagli, anche se meno evidenti, in Polonia.

Gli analisti del Coceral stimano un aumento moderato delle superfici UE a soia nel 2026 (+2,5%), a 1,1 milioni di ettari, indicando proprio il rincaro dei fertilizzanti come fattore di stimolo a vantaggio dell’oleaginosa rispetto al mais (‒3,5%).

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 13/2026
Il caro-azoto riduce le superfici UE a mais
di F.Pi.
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