Gli obiettivi di Cristiano Fini per il nuovo mandato

Cristiano_Fini

L’assemblea elettiva dello scorso 7 maggio ha riconfermato Cristiano Fini alla presidenza nazionale di Cia-Agricoltori italiani: lo abbiamo incontrato per capire quali siano gli obiettivi dei prossimi 4 anni.

Presidente, prima di passare ai progetti per il futuro, quali sono i risultati di questo primo mandato?

Il più importante a mio avviso è aver riportato l’agricoltura al centro del dibattito politico, rendendola oggetto delle attenzioni che merita, dopo anni, troppi, durante i quali il settore è stato denigrato, attribuendogli responsabilità sul fronte ambientale e sociale che non ha.

Cia-Agricoltori italiani si è impegnata a favore delle aree interne.

Riteniamo che le aree interne siano le più fragili del Paese e per questo necessitino di un progetto di sviluppo sostenuto dal sistema Paese. Cia-Agricoltori italiani ha fatto la sua parte. Una su tutte la battaglia per ottenere i provvedimenti sul grano duro, dagli aiuti accoppiati a granaio Italia, la produzione per eccellenza legata all’agricoltura delle aree interne. Il grano italiano non è una commodity ma un volano distintivo per il made in Italy.

Avete partecipato anche alle proteste contro il Mercosur a Strasburgo.

Insieme alle altre Organizzazioni europee abbiamo sancito che gli accordi commerciali non possono passare sulla testa degli agricoltori, ma devono anzi tener conto degli interessi del settore primario e dei consumatori: la sicurezza alimentare non può essere merce da barattare, ma deve essere una delle priorità dell’Unione.

Veniamo agli obiettivi futuri.

Sicuramente saremo ancora impegnati nel dibattito sulla Pac, nata per garantire sicurezza alimentare, evitare la volatilità dei prezzi e dare reddito equo agli agricoltori. E poi dobbiamo lavorare per garantire l’equa distribuzione del valore lungo la filiera per questo bisogna avviare giuste collaborazioni con trasformazione e distribuzione, per evitare che gli anelli più deboli, agricoltori e consumatori, paghino il prezzo dello scarso potere contrattuale. La normativa UE fornisce alcuni strumenti come il regolamento contro le pratiche commerciali sleali, i produttori però devono pretendere la stesura e il rispetto dei contratti. Ci sono poi tante opportunità per l’aggregazione come le Op e le cooperative che vanno migliorati fino alle interprofessioni. Cia-Agricoltori italiani è favorevole alle interprofessioni e vi partecipa con il compito di garantirne il corretto funzionamento, nel rispetto di tutte le componenti. Oggi esistono modelli virtuosi e altri meno.

Per quanto riguarda le aree interne?

Per rilanciare le aree interne occorre dare più peso agli insediamenti produttivi non solo sul fronte agricolo, ma anche su quello commerciale, artigianale e industriale, inoltre servono servizi per favorire l’insediamento delle famiglie. Va quindi elaborato un progetto integrato che coinvolga il sistema Paese, con tutte le istituzioni competenti e le relative risorse, compreso lo strumento fiscale, in una logica di «remunerazione» dei benefici generati dalle aree interne a favore delle grandi aree di pianura e delle città.

A proposito, in Italia non esiste ancora la legge contro il consumo di suolo.

Dotare il Paese di una norma contro il consumo di suolo è uno dei prossimi obiettivi miei e dell’Organizzazione, perché per garantire da un lato la sicurezza idrogeologica e dall’altro quella alimentare bisogna preservare i terreni agricoli.

Tutti i comparti agricoli soffrono il rincaro dei mezzi tecnici.

Molte filiere non coprono nemmeno i costi di produzione. Non abbiamo ancora ottenuto l’estensione del credito di imposta per l’acquisto di gasolio per i mesi di aprile e maggio, ma è ciò che Cia chiede con forza insieme alla sospensione del patto di stabilità per favorire la liquidità delle aziende agricole e finanziare un aiuto all’acquisto di fertilizzanti, fintanto che una politica mirata UE non ci affranchi dall’import anche semplificando l’utilizzo del digestato.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 13/2026
Gli obiettivi di Cristiano Fini per il nuovo mandato
di Antonio Boschetti
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