Nel 2025, in Italia, l’agricoltura 4.0 è tornata al valore record di 2,5 miliardi di euro, con una crescita annuale del 9% che ha fatto seguito alla flessione del 2024.
Il dato dell’Osservatorio smart agrifood del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia, racconta un mercato in forte espansione, ma anche un settore che ha ripreso a investire. Il rovescio della medaglia è l’ampia forbice tra la crescita del mercato e la diffusione effettiva dell’innovazione nelle aziende, che è ancora ben lontana dal raggiungere la capillarità di cui necessiterebbe il comparto.
La digitalizzazione avanza…
Il 42% delle aziende agricole (escludendo le imprese dotate esclusivamente di software gestionali) utilizza almeno una soluzione 4.0, anche se la superficie gestita con questi strumenti si ferma al 10% degli 8,3 milioni di ha di sau considerati (a fronte dell’1% del 2019). La digitalizzazione dunque avanza, ma resta concentrata in una parte del sistema produttivo. Tra gli utilizzatori, la media è di 2,4 tecnologie per azienda, con particolare riferimento a:
- macchinari connessi (66% dei casi);
- sistemi di monitoraggio (54%);
- mappatura (46%);
- telemetria e controllo dei mezzi (44%);
- DSS (Decision support system – sistemi di supporto alle decisioni) (23%).
…e si rafforza
Nelle aziende che scelgono l’innovazione la tecnologia tende a radicarsi stabilmente grazie a risultati concreti. L’adozione dei DSS ha infatti ridotto del 20% l’uso di agrofarmaci nella vite e del 10% quello di azoto nel pomodoro.
Ma non solo: l’irrigazione di precisione ha aumentato del 15% le rese del mais, mentre nella zootecnia i feeding robot hanno ridotto del 42% il carburante impiegato per 1.000 L di latte.
Nel complesso, il 75% delle aziende esaminate ha ottenuto in tre anni un beneficio monetario netto.
Il focus sull’IA
L’intelligenza artificiale (IA) resta in una fase iniziale: un’azienda su dieci usa soluzioni agricole abilitate dall’IA, senza considerare l’impiego quotidiano di chatbot e strumenti generativi.
Il futuro dell’agricoltura 4.0 non dipenderà dal semplice acquisto di macchinari, ma dall’integrazione di dati, strumenti e competenze. Sarà quindi prioritario puntare su sistemi interoperabili, progetti di filiera, riqualificazione professionale e incentivi legati all’uso effettivo delle tecnologie.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 21/2026
Mercato in crescita per l’agricoltura 4.0
di Valerio Aprili
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