Prosecco rosè in vendita anche all’estero

La pubblicazione, in Gazzetta ufficiale dell’Ue, di approvazione della nuova tipologia “Prosecco spumante rosé” sarà determinante per la conquista della leadership italiana nella tipologia.

“Gentilissimi produttori, con l’approvazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C 362 del 28 ottobre 2020, si è concluso il percorso comunitario per il riconoscimento della tipologia rosé, pertanto, da ora, sarà possibile esportare e commercializzare il Prosecco DOC rosé anche nei mercati esteri. Con tale opportunità, ci si aspetta di dare uno sviluppo virtuoso alla denominazione con un prodotto di elevata qualità, esprimendo al meglio i fattori ambientali e quelli umani che caratterizzano il nostro territorio”.

Con queste chiare parole prende corpo la comunicazione da parte del Consorzio di tutela della DOC Prosecco ai propri produttori, un esercito di 11.460 viticoltori, 1.192 aziende vinificatrici, 347 case spumantistiche che concorrono alla costituzione del complesso sistema responsabile del successo senza eguali di una denominazione tutta made in Italy, che del genio italiano è diventata emblema e indiscussa bandiera nel mondo.

La DOC Prosecco da oggi potrà esportare l’ultimo nato di famiglia, il Prosecco Doc Rosé, tanto atteso dai principali mercati del mondo al punto che la stragrande maggioranza delle bottiglie prodotte era già stata prenotata prima ancora di uscire dalle autoclavi dove il disciplinare di produzione le impone un affinamento di almeno 60 giorni prima di essere messa a disposizione del consumatore.

Il Prosecco rosè si presenta ai nastri di partenza forte di un brand globale in grande crescita sul segmento popular premium. La prospettiva è che possa rappresentare il futuro driver mondiale della tipologia “sparkling rosé”, che è attesa a una produzione mondiale nel 2021 di 160 milioni di bottiglie.

“Per questo non possiamo che apprezzare e condividere la scelta del Consorzio Prosecco e dei produttori della Doc italiana più esportata al mondo”. Così il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti, ha commentato l’approvazione della modifica ordinaria al disciplinare di produzione della Doc Prosecco, che di fatto autorizza da oggi la vendita anche all’estero della nuova tipologia Prosecco Doc rosé.

Secondo l’Osservatorio Uiv, che dedicherà un’ampia analisi sul prossimo numero del Corriere Vinicolo all’interno di uno speciale dedicato alle bollicine rosa, lo spumante rosato condensa in un unico prodotto le potenzialità dei due grandi fenomeni mondiali degli ultimi anni: da una parte gli sparkling, che dal 2002 sono passati da 2 a 3 miliardi di bottiglie consumate nel mondo, e dall’altra i vini rosati, che hanno registrato un incremento di 600 milioni di bottiglie (da 2,2 a 2,8 miliardi). Il Veneto già in epoca ‘pre-Prosecco rosè’ (2019) rappresentava il 78% della produzione nazionale di spumanti rosati, grazie ai precursori della nuova categoria della Doc. A seguire, tra le denominazioni, il Franciacorta rosato (1,8 milioni di bottiglie) e il Trento Doc rosato (1,1 milioni).