Con un comunicato stampa il ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste rende noto che: «Il Parlamento italiano ha approvato la proposta di legge a difesa e a tutela del patrimonio agroalimentare nazionale. Non c’era modo migliore per ricordare la giornata del made in Italy. Questa legge ci permette di migliorare la trasparenza, tutelare al meglio la salute dei cittadini e combattere i reati nell’agroalimentare, non solo con sanzioni aumentate e commisurate ai rischi, ma anche mettendo in condizione le nostre forze dell’ordine di fare ancora meglio il loro lavoro. La normativa giaceva nei cassetti da oltre dieci anni e nessuno aveva mai avuto il coraggio di farla diventare un provvedimento, noi – ha dichiarato il ministro Francesco Lollobrigida – lo abbiamo avuto, raccogliendo i suggerimenti del mondo associativo e delle forze dell’ordine».
Il provvedimento introduce nuovi reati, l’aggravante di agropirateria e sanzioni proporzionali alle dimensioni del fatturato delle imprese, affinché siano un vero deterrente. Inoltre è stata istituzionalizzata la cabina di regia per un efficientamento dei sistemi di controllo ed evitare sovrapposizioni.
La camera dei deputati, con 154 voti a favore, 1 contrario e 110 astenuti ha approvato in seconda lettura il testo della legge che garantirà più trasparenza e sicurezza ai prodotti alimentari acquistati dagli italiani.
Vengono inseriti nel codice penale meccanismi di deterrenza con l’introduzione di due reati e l’aggravante: la frode alimentare per punire chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuine o che provengano da luoghi diversi rispetto a quelli indicati; commercio di alimenti con segni mendaci per punire chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti. L’aggravante di agropirateria scatta quando l’attività illecita è realizzata in maniera organizzata e continuativa
Per tutelare ancor più le ig il reato di contraffazione delle stesse, già previsto dal nostro Codice prevederà le sanzioni da 1 a 4 anni (prima era 2 anni) e multe da 10.000 a 50.000 euro (prima fino a 20.000 euro).
Viene introdotta anche la misura della confisca obbligatoria dei prodotti, beni o cose oggetto o prodotto dei reati e dei beni utilizzati per commettere il reato stesso.
Il testo vieta l’utilizzo del termine ‘latte‘ e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali se non accompagnato dalla denominazione corretta (per esempio latte di mandorla venduto come sostitutivo senza distinzione). Le sanzioni vanno da 4.000 a 32.000 euro o fino al 3% del fatturato dell’azienda sanzionata con un tetto massimo di 100.000 euro.
Per la filiera bufalina viene istituita una piattaforma informatizzata nazionale per tracciare i movimenti del latte e dei derivati, in modo da evitare frodi, doppie mungiture non dichiarate o triangolazioni illecite.
Introdotto anche un piano straordinario nazionale con controlli a campione su tutta la filiera sia su mungitura che trasporto, trasformazione e commercializzazione dei prodotti ed è stato perfezionato un sistema di vigilanza ufficiale continua e permanente, prevedendo l’uso di prove di laboratorio per l’origine geografica del latte e dei prodotti di trasformazione, accertando l’uso di latte non fresco.
Fonte: Agrapress



