Scelte decisive per l’olivicoltura nella nuova Pac

rami olive

Nella Pac post 2022 sono state introdotte novità piuttosto rilevanti sul capitolo degli interventi settoriali, con particolare riferimento a quelli che riguardano l’olio d’oliva e le olive da tavola.

Per questi settori l’Italia ha due possibilità:

  • La prima prevede di utilizzare il regime oggi esistente, con alcuni adattamenti, e beneficiare così di una dotazione finanziaria annuale di quasi 35 milioni di euro dal 2023 al 2027.
  • La seconda opzione è quella di rinunciare all’utilizzo dell’intervento settoriale specifico per l’olivicoltura. In tal caso i fondi assegnati all’Italia confluirebbero nel massimale per i pagamenti diretti e a questo punto, l’Italia avrebbe la possibilità o di non attivare l’intervento settoriale nell’olivicoltura, oppure attuarlo con le regole previste per gli altri comparti produttivi, come i seminativi e la zootecnia.

Qualora, come è prevedibile accada, il nostro Paese dovesse scegliere di mantenere l’attuale regime di aiuto (l’ocm olio) risulteranno beneficiari dei finanziamenti pubblici soltanto le organizzazioni dei produttori (Op) e le relative associazioni (Aop) e non gli organismi interprofessionali, come accade oggi.

La grande novità che creerà non poche difficoltà all’Italia è data dal criterio stabilito nel regolamento comunitario per determinare l’aiuto dell’Unione europea a favore delle Op e delle Aop. In deroga a quanto previsto nel settore dell’ortofrutta, dove il sostegno massimo che può essere erogato a un organismo economico è pari, salvo eccezioni, al 4,1% del valore della produzione commercializzata, le aliquote massime applicabili ai programmi operativi nell’olivicoltura sono ben più elevate e pari al 30% nel 2023-2024, 15% nel 2025-2026 e 10% nel 2027.

Nonostante questo trattamento privilegiato, l’Italia rischia di non utilizzare per intero la dotazione attribuita dall’Unione europea. In base agli ultimi dati disponibili, pare che il sistema Op e Aop intercetti circa 80 milioni di euro all’anno di fatturato olivicolo, il che comporta il mancato utilizzo per oltre 10 milioni di euro, qualora, entro il 2023, non dovesse subentrare un’evoluzione virtuosa in termini di produzione rappresentata dal mondo organizzato.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 25/2021
Le novità della Pac per gli interventi settoriali
di E. Comegna
L’articolo completo è disponibile per gli abbonati anche su Rivista Digitale