Troppe criticità dal processo di revisione degli agrofarmaci

irrorazione di agrofarmaci in pieno campo

La disponibilità di prodotti fitosanitari, in particolare di sostanze attive, è diventata sempre più critica. Infatti, a seguito del processo di revisione europea, tra il 2000 e il 2025 le sostanze attive di sintesi disponibili in Italia sono passate da 437 a 288 (173 di sintesi e 115 impiegabili in agricoltura biologica).

disponibilità di sostanze attive in Italia

Insetticidi e acaricidi

La situazione più critica riguarda gli insetticidi, diminuiti complessivamente del 40% nel 2025 rispetto al 2010.  Preoccupante anche il crollo nel numero di nuove sostanze attive registrate: 15 tra il 2010 e il 2020 per scendere a 2 tra il 2020 e il 2025, a testimonianza della sofferenza che incontrano le industrie nel processo di revisione e registrazione delle sostanze attive.

Apparentemente sotto controllo la situazione degli acaricidi, anche se non vanno nascoste le criticità che derivano dal limitato numero dei meccanismi d’azione disponibili e dallo sviluppo di popolazioni resistenti in alcune aree.

Fungicidi

Per questa categoria di prodotti, la principale criticità è rappresentata dalla perdita di alcune sostanze attive ampiamente utilizzate. La perdita dei ditiocarbammati in particolare non ha creato criticità nella difesa dalle peronospora, ma ha reso necessaria una completa revisione delle strategie di intervento con il rischio di comparsa di popolazioni resistenti e un potenziale aggravio nei costi per l’acquisto di prodotti alternativi.

Erbicidi

La situazione risulta particolarmente complessa per gli erbicidi calati negli ultimi anni, ‒11% tra il 2010 e il 2020 e ‒27% tra il 2010 e il 2025 (tabella 4), con la perdita di diversi meccanismi d’azione, specie quelli caratterizzati da attività residuale.

Considerazioni sul processo di revisione degli agrofarmaci

La situazione è quindi ormai insostenibile e le prospettive sono ancora più critiche. Occorrono interventi strutturali rapidi ed efficaci che siano in grado di consentire agli agricoltori di operare in sicurezza e nel rispetto delle regole.
Inoltre, va fermata la costante revisione delle sostanze attive: le modalità di verifica introdotte dal regolamento 1107 sono particolarmente rigide e anche se sono un baluardo inestimabile, occorre portare stabilità al settore e quindi:

  • prolungare il periodo autorizzativo per tutti i prodotti ad almeno 20 anni;
  • deve comunque essere confermato che nuove evidenze dovrebbero determinare nuove restrizioni o revoche all’impiego.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 7/2025
Troppe criticità dal processo di revisione degli agrofarmaci
di Tiziana Galassi
Per leggere l’articolo completo abbonati a L’Informatore Agrario