Sulla Gazzetta Ufficiale n. 160 è stato pubblicato il decreto Masaf del 26 maggio 2026, dove sono stabilite le condizioni e le modalità di attribuzione e di utilizzo del marchio biologico italiano. Il nuovo marchio ha la finalità di promuovere e valorizzare i prodotti biologici di origine nazionale, consentendo agli operatori che ne fanno richiesta di utilizzare nelle etichette il marchio identificativo, con il quale si contraddistinguono i prodotti realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia.
Condizioni d’uso e invio delle domande
Il provvedimento prevede che il segno distintivo possa essere utilizzato sui prodotti biologici che riportano la dicitura «Agricoltura Italia» o «Acquacoltura Italia», a garanzia dell’origine italiana delle materie prime agricole impiegate.
Per quanto riguarda l’iter burocratico, coloro che sono interessati devono presentare una richiesta al Masaf tramite l’apposito applicativo informatico disponibile nel Sistema informativo biologico (Sib) del Sian. Tuttavia, le comunicazioni potranno essere inviate soltanto a partire dal giorno successivo alla pubblicazione dell’avviso ministeriale che ne annuncia l’attivazione.
Nello specifico, nella domanda l’operatore deve indicare i propri dati, l’elenco dei prodotti interessati e l’impegno a rispettare le regole d’uso del marchio, auto dichiarando infine all’Autorità di controllo la volontà di utilizzarlo
Coesistenza col logo UE e specifiche grafiche
Il marchio Biologico italiano può essere utilizzato esclusivamente in aggiunta al logo che contraddistingue i prodotti biologici dell’Unione europea.
Inoltre, non ci può essere sovrapposizione, sostituzione o limitazione della visibilità rispetto a quest’ultimo, il quale deve risultare chiaramente identificabile e conforme alle disposizioni grafiche e dimensionali stabilite nel regolamento comunitario.
Infine, i due marchi possono essere posizionati nello stesso campo visivo, a patto che quello del biologico italiano non può avere dimensioni maggiori rispetto al logo dell’Unione europea.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 20/2026
Arriva il marchio Biologico italiano
di C.Di.
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