Con il decreto ministeriale del 3 giugno scorso, sono state definite le disposizioni generali in materia di costituzione e riconoscimento dei consorzi di tutela per le denominazioni di origine protetta (dop) e per le indicazioni geografiche protette (igp) dei prodotti agricoli e alimentari. L’importanza del nuovo decreto risiede nelle regole di funzionamento dei consorzi di tutela, prevedendo una serie di nuove attività qualificanti che tali strutture possono mettere in atto.
Ruolo dei consorzi di tutela
I consorzi di tutela, oltre alle tradizionali attività di protezione e promozione delle denominazioni, possono svolgere un ruolo attivo nella valorizzazione del territorio, nella sostenibilità e nello sviluppo turistico, purché tali iniziative siano coerenti con il prodotto tutelato.
L’articolo 17 del decreto consente ai consorzi di promuovere il miglioramento della sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle produzioni agroalimentari. A tal fine possono concordare pratiche sostenibili, inserirle eventualmente nei disciplinari di produzione, definirne i controlli e realizzare attività informative rivolte ai consumatori. Tra le azioni previste rientrano la tutela dell’ambiente, l’adozione di tecniche agronomiche sostenibili, il risparmio idrico, la salvaguardia delle risorse naturali, l’efficienza energetica e la riduzione degli sprechi.
Inoltre, l’articolo 22 attribuisce ai consorzi la possibilità di sviluppare iniziative di turismo enogastronomico e di promozione del territorio, valorizzando il legame tra prodotto e area di origine. Per questo possono collaborare con enti locali e regionali, scuole, università e altri soggetti pubblici e privati per realizzare progetti e attività comuni.
Regolazione dell’offerta
I Consorzi possono richiedere norme vincolanti per la regolazione dell’offerta dei prodotti agricoli utilizzati per una data ig. Il Ministero valuta e autorizza il piano contenente misure temporanee (validità per tre anni rinnovabile) per gestire la produzione e favorire una condizione di equilibrio del mercato. Il piano non può comportare il controllo dei prezzi e restringere la libera circolazione delle merci all’interno dell’UE.
Consorzio di tutela con più prodotti riconosciuti
Per favorire l’aggregazione dei produttori e degli operatori e consentire anche alle ig economicamente meno rappresentative di poter contare sul supporto di un organismo qualificato a svolgere attività di tutela e valorizzazione, è prevista la possibilità di costituire un Consorzio di tutela per più prodotti riconosciuti. Ciò è possibile alla condizione che ciascuna ig abbia l’autonomia decisionale.
Utilizzo delle dop e igp sui prodotti trasformati
Gli operatori economici che utilizzano come ingrediente di prodotti alimentari composti o trasformati una ig, devono preventivamente richiedere l’autorizzazione al Consorzio di tutela riconosciuto.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 18/2026
Consorzi di tutela più forti e con più competenze
di Ermanno Comegna
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