A qualche mese di distanza dall’ultimo confronto, le associazioni rappresentative della filiera lattiero-casearia sono tornate a riunirsi al Masaf, rinnovando l’intesa sul prezzo del latte alla stalla per il secondo semestre del 2026: 0,48 euro/L a luglio-agosto, 49 centesimi di euro/L a settembre-ottobre e 50 centesimi di euro/L nel bimestre novembre-dicembre.
Soddisfazione dal Ministero
Il nuovo prezzo è stato concordato durante il Tavolo latte riunitosi il 24 giugno scorso al Masaf alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida. L’intesa è stata salutata «con favore» dal Dicastero, che in una nota stampa ha evidenziato come il valore individuato «rappresenta oggi la quotazione del latte più alta in Europa»; proprio questo accordo al rialzo e di medio periodo «potrà dare un orizzonte temporale congruo ad allevatori e trasformatori per compiere al meglio le proprie scelte economiche, garantendo stabilità al sistema», ha aggiunto il Ministero.
I contenuti dell’intesa
Come per le precedenti intese, resta valido il meccanismo di ancorare il prezzo ai quantitativi di latte prodotti nel 2025, con l’auspicio di mantenere invariato il volume produttivo nazionale e scongiurare ulteriori squilibri tra la domanda e l’offerta lattiero-casearia.
La cifra pattuita fa riferimento al mercato produttivo del Nord Italia, mentre nel Centro-Sud dovrebbe continuare a essere applicata una forbice maggiorativa nell’ordine dei 4-6 centesimi di euro/L.
Le reazioni
Il risultato è stato accolto con soddisfazione da Coldiretti, secondo cui «rappresenta un passaggio importante per assicurare un periodo di stabilità agli allevamenti italiani in una fase complessa».
Sulla stessa linea Cia-Agricoltori italiani, che valuta positivamente l’accordo, con il quale si «mira a garantire più certezze agli allevatori, in un momento di incremento produttivo a livello europeo e che richiede stabilità al settore».
Più cauta la reazione di Copagri, ad avviso della quale l’intesa «restituisce un po’ di ossigeno agli allevamenti italiani», ma «non risolve le forti criticità che continuano a pesare sulla filiera».
Soddisfazione moderata anche per Confagricoltura, secondo cui «l’intesa non è una soluzione definitiva ai problemi del settore, ma è un passo avanti importante perché cerca di dare stabilità al comparto».
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 18/2026
Intesa al rialzo sul prezzo del latte
di Valerio Aprili
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