Il surplus produttivo massacra le patate UE

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Per i produttori europei di patate è sempre più importante differenziarsi e ridurre la dipendenza dalla logica delle commodity, evitando la competizione diretta con Paesi come l’India, favorita da costi più bassi e strategie commerciali aggressive. In un contesto di surplus produttivo, domanda debole e difficoltà dell’export legate alle tensioni geopolitiche, la sola riduzione degli investimenti non basta: servono strategie capaci di valorizzare il prodotto e rafforzare la competitività della filiera.

La sovrapproduzione UE

Dopo una produzione record di 50,8 milioni di t nel 2024 (+5,5%), l’Europa ha ulteriormente aumentato le superfici coltivate e i raccolti nel 2025, trainata da Belgio, Paesi Bassi, Francia e Germania. Tuttavia, la crescita dell’offerta e l’emergere di nuovi concorrenti sui mercati internazionali stanno mettendo sotto pressione il settore. Per questo, le organizzazioni dei produttori del Nord Europa chiedono una riduzione delle superfici coltivate per contenere i surplus e riequilibrare il mercato nelle prossime campagne.

La resilienza italiana

In questo scenario, l’Italia offre un interessante esempio di resilienza organizzativa. Nel Fucino la campagna 2025-2026 si è chiusa con risultati che gli stessi operatori definiscono positivi, nonostante gli eccessi di offerta e le forti pressioni sui prezzi in tutta Europa.
Una tenuta, in una fase di costi elevati, favorita dal modello cooperativo della filiera, dalla valorizzazione del marchio e da un’efficace programmazione commerciale. Stessa evidenza per il sistema del Contratto quadro in Emilia-Romagna, che ha garantito risultati soddisfacenti e condizioni di maggiore stabilità e trasparenza.
A livello UE, intanto, le prime stime elaborate dal Jrc, il centro di ricerche della Commissione europea, indicano per quest’anno una riduzione del 4% della produzione di patate.
In Germania si stima una riduzione delle superfici del 7,1% su base annua. In Francia fonti governative pronosticano un taglio del 5,2%, ma il calo più consistente è atteso in Belgio (-15%).

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 17/2026
Il surplus produttivo massacra le patate UE
di F. Pi.
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