Crisi sempre più nera per i prezzi del riso

Spighe di riso

Da troppo tempo il riso italiano è sotto pressione tra prezzi in caduta libera e  importazioni che non trovano una reale barriera in una salvaguardia europea troppo fragile.

Prezzi del riso in picchiata e tensioni sul territorio

A subire i contraccolpi di una situazione che appare ormai fuori controllo sono le varietà simbolo del made in Italy, a partire da Arborio, Carnaroli e similari. Rispetto a un anno fa i prezzi hanno ceduto il 40-50%.
Il presidente di Coldiretti Vercelli-Biella, Roberto Guerrini, ha usato parole forti, arrivando a minacciare il ritiro del rappresentante dell’Organizzazione dalla commissione prezzi della Borsa merci. Una presa di posizione che segnala il livello di tensione raggiunto nel Vercellese, territorio risicolo per eccellenza, dove il confronto negoziale si scontra con i vuoti di domanda e quotazioni solo nominali, come accaduto in diverse sale di contrattazione.

Trasferimenti in calo

I dati dell’Ente nazionale risi relativi a maggio confermano una fase difficile per il mercato risicolo. I trasferimenti di risone della campagna 2025-2026 risultano in calo dell’8% rispetto all’anno precedente, con flessioni particolarmente marcate per i risoni del gruppo lungo B (−20%), ma anche per i tondi (−9%) e per i medi e lunghi A (−2%). A pesare sono l’incertezza dei mercati internazionali e la complessa congiuntura economica, che rallentano le contrattazioni, penalizzano la posizione degli agricoltori e comportano maggiori costi di stoccaggio per effetto del più lento svuotamento dei magazzini.

La partita europea sulle clausole

Nonostante le richieste del settore di applicare regole equivalenti tra produzione europea e riso importato, la revisione del Sistema delle preferenze generalizzate e della clausola di salvaguardia automatica continua a suscitare perplessità. Se da un lato il nuovo meccanismo viene considerato un passo avanti rispetto a procedure più lunghe e discrezionali, dall’altro le soglie previste per il ripristino dei dazi sono giudicate troppo elevate e rischiano di intervenire solo quando il danno al mercato è già stato subito, come evidenziato da Confagricoltura.
Inoltre, le nuove regole entreranno in vigore soltanto dal 2027. Nel frattempo, l’aumento dei costi dei fertilizzanti e la minaccia del super El Niño potrebbero ridurre le semine in Asia, determinando una minore offerta mondiale e favorendo una ripresa dei prezzi del riso nella seconda parte dell’anno.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n.16/2026
Crisi sempre più nera per i prezzi del riso
di F.Pi.
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