
Annunciato come risposta alla grave crisi determinata dall’impennata dei costi di questo input fondamentale, il piano presentato il 19 maggio non contiene alcuna misura immediata in grado di offrire agli agricoltori una prospettiva di sollievo economico a breve termine — in un contesto già segnato dalla crisi mediorientale — né misure concrete e ambiziose nel medio e lungo periodo per contrastare la moltiplicazione di politiche europee che contribuiscono artificialmente ad aumentare i prezzi dei fertilizzanti. Questo quanto riporta il comunicato stampa diramato dal Copa-Cogeca.
Per tutti gli agricoltori riuniti fuori dal Parlamento europeo, la conclusione è inequivocabile – continua la nota: se nelle prossime settimane e nei prossimi mesi i prezzi delle principali categorie di fertilizzanti rimarranno ai livelli attuali, la crisi agricola si trasformerà rapidamente in inflazione alimentare per i consumatori europei e in una crisi alimentare su scala globale.
Dopo diversi anni di bilanci in rosso, uniti alla stagnazione dei prezzi dei cereali, la liquidità di molte aziende cerealicole europee non sarà in grado di assorbire uno shock di tale portata.
È dunque urgente intervenire e anticipare sia la carenza di fertilizzanti che i prezzi proibitivi.
La decisione della Commissione di anticipare la presentazione del Piano d’azione sui fertilizzanti era stata inizialmente accolta come un segnale incoraggiante e un passo nella giusta direzione secondo le associazioni europee.

Oggi, però, viene percepita come una profonda delusione: nonostante la Commissione disponga di numerosi strumenti e leve per intervenire direttamente sulla crisi, nulla di quanto annunciato oggi offre una risposta concreta alla situazione.
La scelta di non modificare il quadro normativo europeo vigente ha di fatto svuotato di contenuto operativo l’intero documento – lamenta il Copa-Cogeca: tutte le proposte in esso contenute non possono che tradursi in intenzioni potenziali di lungo periodo. È difficile, alla luce del contenuto di questo testo, non avere la sensazione che la Commissione sia distante dalla realtà che si vive sul campo.
Le ambizioni ci sono, ma restano vaghe
Il Piano delinea alcune ambizioni di lungo termine che meritano attenzione, come l’estensione della deroga RENURE ai digestati, la facilitazione della circolazione dei nutrienti tra le regioni e potenziali modifiche alle Direttive Nitrati e Rifiuti. La Commissione ha inoltre annunciato la possibile valutazione di misure commerciali aggiuntive e un rafforzamento della trasparenza dei mercati.
Tuttavia, tutte queste misure restano formulate in termini prudenti, senza impegni vincolanti. Le uniche soluzioni concrete si limitano all’utilizzo dei fondi della PAC già programmati, a discrezione degli Stati membri: ben lontano da una risposta coordinata e comune a livello europeo. L’approccio risulta inoltre insufficientemente reattivo alla crisi del settore e privo degli stanziamenti aggiuntivi necessari.
Lo squilibrio tra agricoltori e industria
Il nodo più critico riguarda lo squilibrio tra le misure destinate agli agricoltori e quelle rivolte all’industria in materia di ETS e CBAM. Mentre Copa e Cogeca avevano pubblicato stime allarmanti sui costi insostenibili del meccanismo CBAM per gli agricoltori e le cooperative agroalimentari, la versione definitiva del testo non affronta più questa questione. Il documento si limita a proporre un meccanismo di finanziamento tramite i proventi dell’ETS per la produzione di fertilizzanti a basse emissioni di carbonio — a vantaggio principalmente dei produttori — e a esplorare la possibilità di premiare con tali risorse l’uso efficiente dei fertilizzanti da parte degli agricoltori. La proposta sul CRCF è interessante, ma il processo di certificazione rischia di essere troppo oneroso per offrire un sostegno concreto.
Le richieste di Copa e Cogeca
Il Piano d’azione presentato oggi deve essere attuato senza ulteriori ritardi e integrato da soluzioni immediate e concrete, commisurate alla gravità della crisi. Copa e Cogeca chiedono alla Commissione e agli Stati membri di agire con decisione, attraverso:
• la sospensione dei dazi NPF su tutti i fertilizzanti, ad eccezione di quelli provenienti da Russia e Bielorussia;
• la deroga alle soglie della Direttiva Nitrati per la prossima stagione di coltivazione;
• interventi sulla liquidità a favore degli agricoltori;
• la sospensione del prelievo CBAM.



