Nell’ottobre 2013 l’Unione europea si è trovata ad affrontare un’emergenza fitosanitaria di grande portata: l’introduzione del batterio da quarantena Xylella fastidiosa. Da tempo considerato una minaccia potenziale per viticoltura e agrumicoltura, il patogeno è stato individuato in Puglia in un ampio focolaio causato da un ceppo in grado di colpire l’olivo e responsabile della sindrome del disseccamento rapido (OQDS).
L’evento ha reso inefficaci le misure preventive allora vigenti, spingendo la Commissione europea ad adottare provvedimenti straordinari culminati nella Decisione 789/2015 operativa in tutto il territorio dell’Unione, basata su eradicazione, contenimento e monitoraggi sistemici.
Proprio queste attività di sorveglianza hanno profondamente modificato il quadro iniziale: a quello che appariva come un unico focolaio europeo si è aggiunto un lungo elenco di territori interessati.

È emersa una forte variabilità genetica e biologica tra le sottospecie pauca, fastidiosa e multiplex, caratterizzate da ospiti e impatti molto differenti. Il caso pugliese, supportato da oltre 1,5 milioni di analisi, mostra chiaramente queste differenze: se pauca ST53 ha avuto effetti devastanti sull’olivo, altri ceppi colpiscono soprattutto mandorlo e vite con effetti spesso limitati o latenti.
Alla luce di tale situazione l’attuale normativa, presenta diverse criticità in quanto non fa distinzione né tra sottospecie e ceppi del batterio né tra i diversi contesti territoriali. Consapevoli di ciò la Commissione europea ha incaricato Efsa di aggiornare la valutazione del rischio entro il 2026. L’auspicio è l’adozione di modello normativo più flessibile, che consenta alle autorità fitosanitarie nazionali di definire, in coordinamento con la Commissione Europea, strategie di intervento adattate ai singoli casi. Un approccio di questo tipo permetterebbe di coniugare efficacia e sostenibilità, evitando interventi sproporzionati rispetto al rischio reale.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 13/2026
Xylella, si auspica la modifica della norma UE in modo sostenibile
di Donato Boscia
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