Nel contesto di generale difficoltà attraversato dal comparto ortofrutticolo italiano, un ruolo decisamente rilevante è giocato dall’aumento dei costi di produzione. Gran parte di tali aumenti sono dovuti, in particolare, alla crescita dei prezzi delle materie prime, significativamente più elevati rispetto al recente passato.
A titolo di esempio, a fine 2025 i prezzi dei combustibili risultano, secondo i dati Istat, aumentati del 45% in cinque anni, quelli dei fertilizzanti del 50% e quelli degli agrofarmaci attorno al 25%.
Impatti sui costi per pero, pesco e patata
Al fine di esaminare l’impatto dell’aumento dei costi di produzione, si analizzano di seguito i casi relativi a tre specie:
- pero (cv Abate Fétel e William);
- pesco (mix varietale di nettarine tardive);
- patata (cv Primura) per quello orticolo.

Gli aumenti più significativi si registrano per quanto concerne i materiali di coltivazione che impongono un esborso di circa 6-7.000 euro/ha, con una crescita media che parte dal 12% circa per Abate Fétel, per arrivare fino al 60% circa nel caso del pesco (grafico 1).
Notevole è anche l’incremento dei costi per l’ammortamento degli impianti (per le specie arboree) e per gli oneri assicurativi.
I costi indiretti di coltivazione includono diverse voci di spesa; fra queste spiccano soprattutto i costi fissi della meccanizzazione. Incrementi variabili e fino al 20% si rilevano anche per la categoria delle spese varie, ove sono inclusi gli interessi passivi connessi alle spese di impianto e alla meccanizzazione e il costo del terreno.
Infine, l’unica macrovoce di spesa rimasta sostanzialmente stabile è quella della manodopera.
Costi per ettaro
In conclusione, coltivare 1 ha con pero o pesco costa attualmente attorno a 20.000 euro/ha, mentre per la patata sono da computare quasi 12.000 euro/ha, valori decisamente più elevati a quelli rilevabili fino a pochi anni fa.
Costi unitari
Ipotizzando rese produttive ordinarie, i costi per ettaro evidenziati in precedenza, danno origine a costi unitari di circa 0,75 euro/kg per il pero, nel caso di Abate Fétel, e 0,51 euro/kg per William, poco meno di 0,57 per una nettarina tardiva e 0,29 euro/kg per la patata.
Regolarizzare la produttività
È evidente, tuttavia, come il tema della regolarizzazione della produttività sia un requisito fondamentale per cogliere le opportunità di mercato, soprattutto nel comparto frutticolo, dove il potenziale produttivo nazionale è tale da giocare un ruolo di rilievo nel mercato europeo.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 10/2026
Costi di produzione dell’ortofrutta in crescita costante
di Alessandro Palmieri
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