Pomodoro ancora senza contratto

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Stefano Francia
Stefano Francia, presidente Cia Emilia-Romagna

Campagna 2026 in salita per il pomodoro da industria, ancora senza contratto. Al Centro-Sud la situazione è delicata: l’innovativa regola dell’erga omnes resta sulla carta, tra associazioni fuoriuscite e accordi disattesi dalla parte agricola, complice il drastico calo produttivo 2025 dovuto alla carenza idrica; il negoziato fatica ad avviarsi in attesa dell’assemblea di rinnovo delle cariche dell’interprofessione.
Per fare il punto su questa complessa fase contrattuale abbiamo intervistato Stefano Francia, presidente di Cia-Agricoltori dell’Emilia-Romagna.

Presidente Francia, qual è lo stato attuale della trattativa sul prezzo del pomodoro nel bacino del Nord?

Ci auguriamo di arrivare in breve tempo a chiudere il contratto, come era accaduto già lo scorso anno, per dare chiarezza ai nostri agricoltori che negli anni hanno investito sulla coltura. Le aziende si sono fortemente specializzate nella meccanizzazione e nell’irrigazione, portandoci ad avere produzioni di eccellenza. C’è però un problema legato all’aumento dei costi, che possiamo stimare attorno all’8% nel passaggio tra il 2025 e il 2026.
A fronte di questo rincaro, ci preoccupa molto la proiezione di un calo del prezzo di circa il 20%.

Come procedono i rapporti con l’industria di trasformazione?

Si mantengono buoni: l’agricoltura, senza l’industria non riuscirebbe a realizzare le produzioni e insieme abbiamo migliorato la qualità a scaffale. Quello che rivendichiamo, però, è la caduta di reddito degli agricoltori. La qualità si fa in campagna e, se manca quel primo elemento, il risultato va a discapito di tutte le fasi successive.
Sul fronte tecnico, le regole per le tabelle e le scalette di valutazione del grado del pomodoro devono essere chiare e definite in fase contrattuale. Bisogna evitare «buchi» di valutazione che generano sfiducia nei produttori.
La specializzazione nel pomodoro non è paragonabile a quella di colture come patata o cipolla, dove la meccanizzazione è in parte riconvertibile. Serve mantenere i produttori storici per garantire all’industria una scala di maturazione stabile, senza picchi di pieno o di vuoto.

C’è allarme per le importazioni estere di dubbia provenienza.

Il primo dato da sottolineare è che i controlli nei porti e nelle aree doganali stanno funzionando. Il prodotto italiano è garantito da disciplinari rigorosi e da una ricerca genetica che assicura un’ampia diversità.
Far passare prodotto estero come made in Italy non è solo un rischio per il reddito degli agricoltori nel breve periodo, ma un pericolo per l’intera filiera. Se un prodotto di dubbia provenienza viene scoperto quando è già imbottigliato e posizionato a scaffale rischiamo di compromettere la reputazione del comparto. Chi si presta a questi giochi commerciali dovrebbe valutarne attentamente i rischi.

Si discute della proposta di attivare le regole erga omnes e della prospettiva di creare un’unica interprofessione nazionale.

L’erga omnes è una strada da percorrere e da raggiungere, perché regole chiare favoriscono chi lavora correttamente, generando benefici per gli agricoltori e per l’intera filiera. Il percorso verso un’unica interprofessione ha una forte logica: quella del pomodoro è una delle filiere più importanti per il nostro Paese. Arrivare a un unico tavolo che riunisca Emilia-Romagna, Lombardia e regioni del Centro-Sud, ognuna con le proprie diversità e richieste, significa essere più forti.

Ritiene che l’accordo sul prezzo al Nord chiuderà in tempi rapidi?

Dipende da qual è il punto di caduta che tutti vogliamo trovare. Raggiungerlo il più velocemente possibile è strategico per consentire una buona programmazione e permettere agli agricoltori di iniziare subito a preparare i terreni nel modo più adeguato. È una fase cruciale: da questo dipende la possibilità di fornire all’industria un prodotto di qualità, consentendole a sua volta una pianificazione efficiente dei lavori.

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 6/2025
Pomodoro ancora senza contratto
di Gabriele Erba
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