Esportare di più, parola d’ordine dell’ortofrutta italiana

camion di uva da tavolaAprire nuovi mercati per l’ortofrutta italiana è una priorità assoluta. L’appello è stato lanciato da Macfrut, Fruit & Veg Professional Show chiusosi nei giorni scorsi a Rimini.
«Dobbiamo esportare di più – ha affermato il presidente di Cso Italy, Paolo Bruni – altrimenti non riusciremo a garantire competitività al nostro prodotto. Stiamo infatti subendo la forte pressione dei nostri principali concorrenti sul mercato interno».

Cinque le produzioni italiane in sofferenza: pere, mele, kiwi, uva da tavola e arance, che devono poter arrivare su mercati importanti, quello cinese su tutti, ma non solo, oggi ancora preclusi. Servono dunque soluzioni urgenti per sbloccare la situazione di stallo di diversi dossier-Paese.

Ma è la competitività dell’intero nostro sistema produttivo che deve migliorare, dai costi della manodopera a quelli dell’energia, aggregando anche la produzione dei vari distretti per fare massa critica e migliorare la logistica per raggiungere le diverse destinazioni.

Per questo, a nome di Alleanza delle cooperative italiane, Assomela, Fruitimprese e Italia Ortofrutta, oltre che di Cso Italy, Bruni ha consegnato a Giuseppe Blasi, capo dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Ministero delle politiche agricole, un «decalogo» di richieste prioritarie che sarà inserito nell’ordine del giorno della prossima riunione del Tavolo nazionale ortofrutticolo convocata entro la fine del mese di maggio.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 19/2019
L’ortofrutta italiana ha bisogno di nuovi mercati
di N. Castellani
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