Cambia il funzionamento dei finanziamenti Ismea all’agricoltura

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Via a nuovi criteri e modalità di funzionamento degli interventi finanziari Ismea a sostegno del settore agricolo e agroalimentare. Lo prevede un recente decreto Masaf che ha aggiornato il quadro applicativo, tenendo conto anche delle nuove disposizioni comunitarie in materia di aiuti di Stato.

Per quanto riguarda l’agricoltura, la trasformazione, la commercializzazione e la logistica dei prodotti agricoli e alimentari sono previste due operazioni: gli interventi finanziari a condizioni agevolate e quelli a condizioni di mercato, in cui l’Ismea entra come partner dell’impresa beneficiaria, apportando nuovi capitali e prevedendo l’uscita entro un determinato intervallo di tempo, con il riscatto dei capitali versati. In questo caso non c’è componente di aiuto pubblico.

In entrambi i casi l’intervento Ismea è compreso tra un minimo di 2 milioni e un massimo di 20 milioni di euro.

Nel caso di interventi finanziari a condizioni agevolate, l’impresa beneficiaria è una società di capitali, anche in forma cooperativa, attiva nella produzione di prodotti agricoli, e/o nella trasformazione, e/o nella commercializzazione, oppure una società di capitale che è partecipata almeno al 51% da imprenditori agricoli, cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori. Il finanziamento a tasso agevolato concesso è calibrato tenendo conto del progetto di investimento da realizzare.

Le spese ammissibili sono quelle solitamente previste nei regimi di aiuto pubblico, come le politiche di sviluppo rurale e i progetti di filiera, comprendendo sia i costi sostenuti per la costruzione e l’acquisizione delle opere e dei beni immateriali, sia le quote pagate per il noleggio e il leasing.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 7/2024
Nuove regole per i finanziamenti Ismea al settore agricolo e agroalimentare
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