Ogni anno l’inizio dell’estate coincide con l’assemblea generale di FederUnacoma, la Federazione nazionale dei costruttori di macchine per l’agricoltura.
Si tratta di un incontro durante in quale vengono forniti dati sull’andamento mondiale del settore con riferimenti specifici all’Italia.
Questa edizione, svoltasi il 22 giugno scorso a Palazzo di Varignana (Bologna) si è aperta con le relazioni della predidente della Federazione Mariateresa Maschio e della direttirce generale Simona Rapastella.
Filo conduttore di entrambi gli interventi la situazione economica mondiale condizionate pesantemente dalle tensioni geopolitiche alle quali si sommano le strategie protezionistiche di vari Paesi, la progressiva regionalizzazione delle economie e la conseguente frammentazione dei mercati.
Come sempre per analizzare l’andamento del settore delle macchine agricole viene preso come esempio quello delle vendite di trattori che nel periodo compreso fra gennaio e aprile 2026 ha registrato a livello mondiale, secondo FederUnacoma, un incremento del 18% rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 433 mila a 512 mila unità.
Una crescita falsata però dalla performance dell’India e non riflette il reale andamento del settore. Infatti, con 375 mila mezzi venduti nel quadrimestre, il subcontinente indiano marcia nuovamente a ritmo da primato, confermandosi come un Paese capace di oltre un milione di immatricolazioni l’anno, che rappresentano circa il 40% del totale mondiale.
Un dato che va però contestualizzato: «I trattori venduti in India -ha spiegato la presidente di FedeUnacoma- sono in prevalenza di potenze medie e basse e hanno un uso polivalente perchè impiegati non solo per le lavorazioni agricole, ma anche per il trasporto di merci e persone».
In Nordamerica continuano a perdere terreno gli Stati Uniti. Dopo i forti passivi registrati nel 2024 (-13%) e nel 2025 (-10%), le vendite di trattrici rallentano ulteriormente nei primi quattro mesi del 2026 fermandosi a 53.800 unità, vale a dire il 9% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il segno meno ha caratterizzato anche l’andamento del Canada, che è calato dell’8% a fronte di 6.100 unità di nuova immatricolazione, e del Brasile cha ha visto una flessione del 15% con 12.300 macchine.
Molto consistente è il passivo della Turchia, che si ferma a 7.250 trattrici, pari alla metà di quelle immatricolate nel primo quadrimestre del 2025.
Luci e ombre caratterizzano la performance dell’Europa, che vede incrementare del 4% le vendite complessive di trattrici (sopra quota 45 mila), ma che evidenzia una stagnazione del mercato tedesco (-0,7% con 9.240 macchine vendute) e una forte flessione di quello polacco (-14,8%, a fronte di 2.670 mezzi), che negli ultimi anni aveva dato prova di grande dinamicità.
La Francia segna un +1,1% con 7.340 trattrici, mentre la Gran Bretagna torna in attivo (+25% con 4.550 mezzi).
In Italia per le trattrici il bilancio dei primi quattro mesi del 2026 è positivo e segna un +4,6% di crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con 5.250 unità immatricolate.
Marco Limina
L’articolo completo sarà pubblicato su MAD Macchine Agricole Domani n. 7-8/2026
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