Prezzi grano tenero gennaio 2026

Prezzi grano tenero 26 gennaio

I prezzi del frumento tenero nazionale sono in calo a Milano per le categorie superiori. Sui mercati a termine internazionali le quotazioni per marzo 2026 sono stabili in Francia, mentre negli USA il mercato è in ripresa anche a causa dell’indebolimento del dollaro.

I prezzi del frumento tenero nazionale in calo per il “forza” che ha perso ancora 2 euro/t e quota ora 261 euro/t; in lieve ribasso anche il “panificabile superiore” (-2 euro/t sulla voce massima) che quota ora 247 euro/t, mentre il “panificabile” è invariato a 235,50 euro/t; e il “biscottiero” a 234,50 euro/t. A Bologna tutto invariato: il “forza” quota ora 257,50 euro/t e il “fino” 238,50 euro/t.

Ancora in forte calo i sottoprodotti, mentre restano invariate le farine.

Sui mercati a termine internazionali i future di marzo 2026 sono in lieve rialzo. Su Euronext-Matif il titolo di marzo ha chiuso venerdì scorso 191 euro/t (0,25 euro/t); per la successiva scadenza di maggio 2026 il prezzo è 191,25 euro/t.

A Chicago la chiusura di venerdì per marzo è 529,4 cent/bushel (+19 cent/bushel); per maggio 2026 la quotazione è 539 cent/bushel (invariato).

Il mercato fisico In Francia è in forte recupero dopo i ribassi precedenti. Il prezzo nominale per merce resa a Rouen è ora 184 euro/t (+9,25 euro/t).

 


Prezzi grano tenero 19 gennaio

I prezzi del frumento tenero nazionale sono in calo “tecnico”, tipico degli inizi di un nuovo anno. Sui mercati a termine internazionali le quotazioni per marzo 2026 sono in ribasso in Francia, mentre negli USA il mercato è di fatto invariato.

I prezzi del frumento tenero nazionale sono rimasti invariati a Milano, a eccezione del “forza” che ha perso 2 euro/t e quota ora 263 euro/t; il “panificabile” è invariato a 235,50 euro/t; e il “biscottiero” a 234,50 euro/t.

A Bologna è stato invece ribasso generalizzato di 2 euro/t, ad eccezione del “panificabili superiore” che è rimasto invariato a 248,50 euro/t: il “forza” quota ora 257,50 euro/t e il “fino” 238,50 euro/t.

In forte calo i sottoprodotti, mentre restano invariate le farine.

Sui mercati a termine internazionali i future di marzo 2026 hanno visto solo variazioni di poco conto. Su Euronext-Matif il titolo di marzo ha chiuso venerdì scorso 190,75 euro/t (-1 euro/t); per la successiva scadenza di maggio 2026 il prezzo è 192 euro/t.

A Chicago la chiusura di venerdì per marzo è 518 cent/bushel (+0,6 cent/bushel); per maggio 2026 la quotazione è 528,6 cent/bushel (invariato).

Il mercato fisico In Francia è in forte ribasso. Il prezzo nominale per merce resa a Rouen è ora 174,75 euro/t (-9,25 euro/t). In generale, la domanda europea appare piuttosto fiacca.


Prezzi grano tenero 12 gennaio

I prezzi del frumento tenero nazionale sono rimasti invariati, salvo qualche lieve rialzo per qualità specifiche. Sui mercati a termine internazionali le quotazioni per marzo 2026 sono in lieve rialzo in Francia, mentre negli USA il mercato è stato ribassista. 

I prezzi del frumento tenero nazionale durante le festività sono rimasti pressoché invariati in tutta Italia. A Milano il “forza” vale ancora 265 euro/t, il “panificabile” (+1 euro/t) quota 236 euro/t; e il “biscottiero” 234,50 euro/t.

Anche a Bologna ci sono stati lievi rialzi: il “forza” quotava giovedì scorso 259,50 euro/t (+1 euro/t) e il “fino” è rimasto invariato a 240,50 euro/t. Invariati sottoprodotti, così come le farine.

Sui mercati a termine internazionali i future di marzo 2026 hanno visto quotazioni generalmente in rialzo durante le ultime 4 settimane in Europa, e ribassi lievi ma costanti negli USA. Su Euronext-Matif il titolo di marzo ha chiuso venerdì scorso 191,75 euro/t (+2,50 euro/t nell’arco della settimana); per la successiva scadenza di maggio 2026 il prezzo è 192,75 euro/t.

A Chicago la chiusura di venerdì per marzo è 517,2 cent/bushel (+10,6 cent/bushel); per maggio 2026 la quotazione è 528,6 cent/bushel.

Il mercato fisico In Francia è rimasto stabile. Il prezzo nominale per merce resa a Rouen è ora 184 euro/t (+1 euro/t). In generale, la domanda europea non ha subìto particolari riduzioni durante le festività.