Po all’80% sotto la media: siccità e raccolti a rischio

La condizione idrologica del Settentrione ha assunto ormai caratteri di cronicità strutturale e il bacino del Po rappresenta l’indicatore di questo deficit sistemico: la portata attuale del Po a Pontelagoscuro (FE), pari a 298,42 m³/s, segna una contrazione dell’80% rispetto alla media storica del periodo (1.568 m³/s). Non è un evento isolato, ma la conseguenza diretta di una crisi climatica che ha alterato il ciclo idrologico alpino: l’anomalia termica dello «zero termico», stabile tra i 4.300 e i 4.800 metri di quota in questo periodo, ha azzerato il serbatoio nivale, privando i bacini del Nord del naturale apporto estivo.
A questo si aggiunge una persistente carenza pluviometrica che impedisce la ricarica delle falde, rendendo la risorsa idrica sempre più scarsa. In questo contesto, Anbi ha formalizzato la richiesta di convocazione della cabina di regia per il bacino del fiume Po.

Previsti cali produttivi per il mais

Il caldo anomalo e la carenza d’acqua comportano cali nei raccolti di mais che oscillano tra il 20 e oltre il 50% e danni elevati alle colture orticole di pregio.
Anche la zootecnia è in ginocchio: nelle stalle, lo stress da calore spinge le vacche a mangiare fino al 15% in meno, provocando un calo della produzione lattiera; i costi per la ventilazione forzata e le doccette refrigeranti sono lievitati del 30%, aggravando i bilanci aziendali già colpiti dal caro gasolio.
La scarsità, tra l’altro, ha innescato quella che viene definita la «guerra dell’acqua» tra risicoltori: quelli lombardi (a valle) accusano i colleghi piemontesi (a monte) di prelevare più risorsa del dovuto, lasciando i canali di valle all’asciutto.
Intanto la Regione Veneto ha dichiarato lo stato di emergenza a causa della scarsità di acqua e dell’avanzata del cuneo salino.

Si riunisce la cabina per la crisi idrica

Nel frattempo il 9 luglio è tornata a riunirsi, dopo 11 mesi di inattività, la cabina di regia nazionale per la crisi idrica, l’organo interministeriale presieduto dal Ministero delle infrastrutture Matteo Salvini. Sul tavolo, il sistema dei Consorzi di bonifica ha messo a disposizione un pacchetto di 253 opere cantierabili.
Durante l’Assemblea nazionale, tenutasi a Roma l’1-2 luglio, i 141 enti aderenti all’Anbi hanno approvato una decisiva revisione statutaria.
Con le nuove norme interne – come evidenziato dal direttore generale Massimo Gargano – il Consorzio di bonifica assume una funzione di regia strategica per la transizione climatica e green e per la resilienza territoriale, puntando su gestione integrata e circolare della risorsa, adozione di nature-based solutions, tutela della biodiversità e contrasto al dissesto idrogeologico.

 

Di Gaetano Menna
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