Meloni e angurie crescono con marketing e innovazione

Angurie

La stagione 2025 di meloni e angurie è stata una vera e propria altalena per prezzi, quantità e consumi, condizionata ancor più del solito dalle bizze del clima.

In Europa le superfici sono calate del 12% negli ultimi 10 anni, passando dai 69.689 ha del 2014 ai 60.206 del 2024. A farla da padrone sono due Paesi in particolare: Spagna e Italia, che coprono rispettivamente il 28 e 27% della produzione europea.

Annata faticosa, ma la qualità paga sempre

«Il prodotto buono va sempre via. Ovvero: la qualità nel melone continua a pagare, a dimostrazione che i consumatori sono ancora particolarmente attenti e curiosi». A dirlo è Francesca Nadalini, nome di riferimento dell’areale mantovano, al timone dell’omonima azienda di famiglia. «È stata una stagione certamente faticosa e il risultato alla fine non è stato né positivo, né negativo», conferma la produttrice.

Angurie, impennata dei volumi nel 2025

A livello europeo a svettare è la Spagna con circa 21.000 ha; l’Italia è in costante crescita sia sul fronte delle superfici che dei volumi.
Negli ultimi 4 anni gli ettari ad anguria nel nostro Paese hanno visto un incremento del 12%, arrivando a quasi 18.000 ha nel 2025. Ancora più sostenuta la crescita a volume che quest’anno è arrivata a 1,16 milioni di t, +15% rispetto al 2022, percentuale che sale al 21,7% rispetto allo scorso anno.

Mercati esteri

Su 300.000 t di angurie che esportiamo, 137.000 t vanno in Germania. Siamo ancora poco competitivi in Francia, dove esportiamo circa 20.000 t, e nel Regno Unito, dove ci fermiamo a 10.000 t. Si tratta di mercati strategici, in particolare quello britannico, che mostra un forte potenziale grazie alla crescita sostenuta delle importazioni e dei consumi di questa referenza negli ultimi anni.

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 40/2025
Meloni e angurie crescono con marketing e innovazione
di A. Franceschini
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