Via libera al decreto legislativo contro le pratiche sleali

ortofrutta

È stato approvato in Consiglio dei ministri lo schema di decreto legislativo che vieta le pratiche sleali nei rapporti commerciali della filiera agroalimentare, sia tra imprese che in materia di commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari, a prescindere dai rispettivi fatturati dei contraenti.

Il recepimento della direttiva europea, proposta dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli, prevede l’introduzione di un livello minimo di tutela comune a tutta l’Unione europea e comprende un elenco di pratiche commerciali sleali vietate e un elenco di pratiche che saranno autorizzate solo se concordate in termini chiari e univoci al momento della conclusione dell’accordo di fornitura.

Non sarà più possibile imporre condizioni contrattuali eccessivamente gravose, come ad esempio la vendita di prodotti agricoli/alimentari a prezzi al di sotto dei costi di produzione.
Vengono così definitivamente riequilibrati i rapporti di forza tra le parti negli scambi commerciali, garantendo una posizione più equa per gli agricoltori e i produttori.

Il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) è designato quale autorità nazionale di contrasto deputata all’attività di accertamento delle violazioni delle disposizioni previste.

«È un’ottima notizia per il comparto agroalimentare perché consente di riequilibrare i rapporti tra i soggetti della filiera, dando maggior tutela alle imprese fornitrici di beni agricoli e alimentari» ha detto Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza cooperative agroalimentari.
«Grazie alla nuova legge – ricorda Mercuri – gli accordi commerciali in essere dovranno essere rivisti entro sei mesi dall’entrata in vigore della nuova disposizione al fine di uniformarli alle nuove regole e questa potrebbe divenire l’occasione anche per riequilibrare i  prezzi ai maggiori costi di produzione».

«L’approvazione delle norme contro le pratiche sleali nel commercio alimentare – sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – rappresenta una svolta storica per garantire un giusto prezzo ad agricoltori e allevatori in una situazione in cui per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in Italia vanno a remunerare il prodotto agricolo».