L’UE dà il via libera all’anticipo della Pac

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In via eccezionale, per il solo anno 2026, gli Stati membri sono autorizzati dall’Unione europea a corrispondere gli anticipi della Pac (pagamenti diretti e misure a superficie e a capo dello sviluppo rurale) prima del 16 ottobre prossimo.

Come funziona l’anticipazione

L’anticipazione della Pac prima del 16 ottobre non è un obbligo per gli Stati membri ma una facoltà che richiede l’utilizzo di fondi nazionali, il cui rimborso potrà essere rivendicato all’Unione europea il prossimo mese di novembre. In particolare, è previsto quanto segue:

  • le spese sostenute dagli Stati membri per corrispondere gli anticipi prima del 16 ottobre del 2026 si considerano effettuate nel mese di novembre e sono inserite nella dichiarazione relativa a tale mese;
  • per l’anno di domanda Pac 2026 gli organismi pagatori possono versare anticipi dei pagamenti diretti fino al 75%;
  • gli Stati membri sono incoraggiati ad adeguare i propri sistemi di controllo e di gestione della Pac per utilizzare la flessibilità riconosciuta dalla UE per l’anticipo dei pagamenti nell’anno 2026 e garantire un sostegno tempestivo ed efficace agli agricoltori.

Percorso normativo e de minimis

A livello nazionale è iniziata una fase di valutazione e la macchina amministrativa si è messa in moto. A oggi non c’è alcuna decisione ufficiale in merito, ma la materia è sotto osservazione.  Rispetto al precedente sistema italiano di anticipazione dei pagamenti Pac, la nuova proposta presenta tre vantaggi principali: non incide sul plafond degli aiuti de minimis, consente anticipi più elevati (fino al 75% dei pagamenti diretti) e si applica automaticamente a tutti i beneficiari, senza necessità di presentare domanda.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 19/2026
L’UE dà il via libera all’anticipo della Pac
di C.Di.
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