La Commissione europea continua con l’agenda di trattati commerciali per diversificare gli sbocchi per le esportazioni dopo la svolta pro-dazi americana, i ministri dell’agricoltura rispondono chiedendo più tutele per l’agricoltura UE.
L’ultimo accordo firmato è quello con l’India, il Paese più popoloso del mondo, quasi un miliardo e mezzo di abitanti, con un’economia in forte crescita.
Mercato in cui anche una piccola nicchia può dare grandi soddisfazioni. L’UE ha ottenuto il dimezzamento (dal 150% al 75%) dei dazi per vini e bevande spiritose ad accordo in vigore e un’ulteriore riduzione in sette anni (fino al 20-30%), e l’azzeramento delle tariffe per succhi di frutta, pasta, olio d’oliva.
L’India è un noto campione di protezionismo e l’accordo porta indubbi vantaggi al settore automobilistico, anche se non del livello richiesto dai produttori europei.

Vent’anni di negoziati per l’accordo UE – India
I negoziati andavano avanti dal 2006, ma l’imperativo è diventato chiudere a qualsiasi costo dopo che il mercato americano è diventato ad alto rischio per le minacce continue di dazi da parte di Donald Trump.
L’ostacolo principale è stato rappresentato dall’agricoltura. In India il settore primario pesa per circa il 15% del Pil e dà lavoro al 40% della popolazione. Riso e zucchero sono settori in cui gli indiani producono volumi tali da determinare i prezzi nel resto dell’Asia e del mondo. Al contrario, la loro industria lattiero casearia è fragile rispetto ai grandi player europei. La soluzione è stata la reciproca esclusione di interi settori: carni, zucchero, riso e latte sono fuori dall’accordo.
Fuori anche le dop e igp, l’integrazione delle quali è parte degli accordi bilaterali UE da quindici anni a questa parte.
Le indicazioni geografiche dovrebbero entrare in un trattato separato, sul quale le trattative sono in corso. Resta da vedere se questo approccio sarà seguito anche in altri negoziati.
Australia, Tailandia, Filippine, Malesia sono tutti obiettivi dell’agenda UE.
Un accordo legato (anche) al Mercosur
La Commissione aveva un disperato bisogno di firmare un trattato con Nuova Delhi anche per motivi contingenti, e cioè per voltare pagina dopo lo schiaffo dell’Europarlamento sul trattato con i Paesi del Mercosur.
L’approvazione da parte della plenaria di Strasburgo della richiesta alla Corte UE di esprimersi sulla legittimità di una parte dell’accordo potrebbe bloccare la sua applicazione per due anni.
È una ferita ancora aperta.
Potrebbe aggravarsi nel caso in cui il Consiglio insistesse – come probabile – per l’applicazione provvisoria dell’accordo dopo la ratifica di uno degli Stati del Mercosur.
Da un punto di vista legale, sarebbe tutto regolare. Dal punto di vista politico, sarebbe l’innesco di uno scontro istituzionale senza precedenti.
Intanto, Argentina e Paraguay hanno ingaggiato una vera e propria corsa per la ratifica, che potrebbe arrivare già a marzo.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 3/2026
Bene l’accordo con l’India, ma sul Mercosur la tensione resta alta
di A. Di Mambro
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