Un nuovo approccio sostenibile nella difesa dall’oidio della vite

oidio vite su grappolo

L’oidio della vite, conosciuto anche con il nome di mal bianco, è causato dall’agente patogeno specifico Oidium tuckeri, fungo ascomicete e parassita obbligato.

Dopo le prime segnalazioni del 1847, in Francia, si è diffuso rapidamente provocando importanti danni alla coltivazione della vite dell’intero bacino del Mediterraneo. Esso causa problemi soprattutto nell’Italia centro-meridionale, dove in genere è più diffuso della peronospora. Anche nei vigneti del Nord Italia in alcune annate, soprattutto nelle zone collinari e su alcune varietà (Schiava, Müller Thurgau, Nosiola e Chardonnay) può provocare importanti danni.

Nel corso del 2018 è stata condotta una sperimentazione a San Michele all’Adige (Trento) e a Radda in Chianti (Siena) per valutare l’efficacia di un nuovo fungicida biologico a base di Bacillus pumilus ceppo QST2808 (Sonata) nel controllo dell’oidio della vite.

Il prodotto Sonata, è un formulato innovativo sviluppato da Bayer per il controllo di oidio delle colture orticole, fragola e vite (da vino e da tavola). Ccontrolla gli agenti patogeni delle piante attraverso un complesso meccanismo d’azione basato sulla prevenzione della germinazione delle spore fungine, la competizione per lo spazio, le fonti nutritive e l’induzione nelle piante di una resistenza sistemica (SAR).

Soluzione utile in biologico e integrato

L’introduzione sul mercato del nuovo formulato biologico a base di Bacillus pumilus ceppo QST280, registrato sia in agricoltura biologica sia integrata, risulta interessante in quanto riesce a ridurre alcune problematiche relative all’utilizzo dello zolfo, che rimane comunque ancora il prodotto più impiegato contro l’oidio della vite.

Da quanto emerso nelle sperimentazioni sopra esposte il prodotto riesce a garantire efficacia paragonabile a quelle dello zolfo nel contenimento della malattia e in alcuni casi, soprattutto nelle primavere fredde e piovose, migliora le performance complessive delle linee di difesa ove impiegato nei primi trattamenti.

La riduzione degli interventi con zolfo contribuisce a diminuire le problematiche di sensibilizzazione e irritazione negli operatori agricoli coinvolti nelle pratiche colturali.

In questi ultimi anni in numerose colture si è notata una recrudescenza delle popolazioni degli acari, soprattutto nelle prime fasi vegetative. Bacillus pumilus ceppo QST280 non influenzando negativamente le dinamiche delle popolazioni dell’acaro-fauna utile, può contribuire al ripristino dell’equilibrio necessario al contenimento delle pullulazioni di acaro giallo che appunto compaiono principalmente in primavera.

Attraverso il suo complesso meccanismo d’azione può inoltre essere uno strumento utile, in viticoltura convenzionale, a prevenire e gestire l’insorgenza di ceppi a bassa sensibilità nei confronti degli antioidici di sintesi.

Lo zolfo nella fase finale di stagione può comportare la presenza di composti solforosi nocivi per l’aroma e il sapore del vino. L’utilizzo di Bacillus pumilus ceppo QST280 evita questa problematica garantendo al contempo un ottimo stato fitopatologico delle uve alla vendemmia anch’esso importante per la buona riuscita della vinificazione.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 23/2020
Un nuovo approccio nella difesa dall’oidio della vite
di M. Delaiti, M. Marenco, P. Viglione, A. Waldner, G. Dallago
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