Flavescenza dorata della vite: esperienze di controllo di Scaphoideus titanus

Scaphoideus titanus forma giovanile Forma giovanile di Scaphoideus titanus su foglia di vite

Scaphoideus titanus (Ball.) è un cicadellide appartenente all’ordine dei rincoti. S. titanus compie una generazione per anno esclusivamente su vite; sverna come uovo nel ritidoma e le forme giovanili compaiono solitamente da maggio, mentre gli adulti da fine giugno.

I danni diretti che provocano le infestazioni di S. titanus hanno relativamente poca importanza, mentre di gran lunga maggiore è la preoccupazione che desta la sua capacità di essere vettore dei fitoplasmi responsabili della flavescenza dorata (Grapevine flavescence dorée phytoplasma, gruppo 16Sr V, sottogruppi C e D). Infatti, come altri insetti fitomizi che si nutrono di linfa, durante l’attività trofica S. titanus è in grado di acquisire e trasmettere microrganismi fitopatogeni presenti nel floema della vite.

Nello specifico, S. titanus può acquisire i fitoplasmi responsabili della flavescenza dorata alimentandosi sulle foglie di una pianta infetta a partire da quando è allo stadio giovanile; i fitoplasmi persistono quindi attraverso le mute dell’insetto fino al raggiungimento dell’età adulta, rimanendo presenti nel corpo della cicalina fino alla morte dell’individuo. Trascorsa la fase di latenza, durante la quale i fitoplasmi si moltiplicano passando dall’intestino all’emolinfa e quindi alle ghiandole salivari della cicalina, l’insetto infetto può trasmettere i fitoplasmi pungendo e alimentandosi su piante sane di vite.

Ovviamente l’acquisizione dei fitoplasmi può avvenire anche quando l’insetto è allo stadio adulto e in tal caso il periodo di latenza (che intercorre tra l’acquisizione e la trasmissione) può essere inferiore (passando da 3-4 settimane a 1-2 settimane). È importante ricordare che le cicaline adulte sono alate, perciò la capacità di dispersione dei fitoplasmi all’interno del vigneto e tra i vigneti vicini può essere molto elevata.

Sperimentazioni condotte in Emilia-Romagna, Piemonte e Friuli

Nel biennio 2022-2023 sono state eseguite tre prove parcellari in altrettante regioni del Nord Italia: a Campogalliano (Modena), effettuta da Astra Innovazione e Sviluppo – Centro di Saggio, a Trezzo Tinella (Cuneo) e a Sesto al Reghena (Pordenone), eseguite da Sagea – Centro di Saggio, al fine di valutare l’efficacia di alcuni dei principali prodotti autorizzati nei confronti di S. titanus.

Le prove, eseguite in presenza di una consistente popolazione di Scaphoideus titanus, mostrano come gli insetticidi di sintesi testati, e nello specifico i principi attivi acetamiprid (gruppo IRAC MoA 4A, classe chimica neonicotinoidi), etofenprox, deltametrina e (gruppo IRAC MoA 3A, classe chimica piretroidi) e flupiradifurone (gruppo IRAC MoA 4D, classe chimica butenolidi), hanno garantito un soddisfacente controllo del fitomizo, distinguendosi per il buon effetto abbattente, la capacità di azzeramento della popolazione e la persistenza d’azione.

Riguardo ai prodotti biologici testati, sia i sali potassici di acidi grassi che l’olio essenziale di arancio dolce hanno sufficientemente controllato il cicadellide, evidenziando però una scarsa capacità abbattente, ma comunque dimostrando di riuscire a ridurre la popolazione delle forme giovanili di S. titanus laddove applicati due volte in successione, con una ribattuta a una settimana dal primo intervento. Questi prodotti biologici esprimono al meglio la loro potenzialità quando impiegati all’interno di una strategia che considera anche prodotti abbattenti come le piretrine nelle produzioni biologiche e i prodotti di sintesi come quelli saggiati nel presente studio nelle produzioni convenzionali.

In nessuna prova sono emersi sintomi di fitotossicità, dimostrando la selettività colturale di tutti i prodotti saggiati nei diversi vitigni in prova. Infine, durante il periodo di indagine, nei siti di prova non sono mai emersi problemi legati a infestazioni di acari fitofagi o effetti apprezzabili su specie non-bersaglio.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 13/2024
Esperienze di controllo su vite di Scaphoideus titanus
di M. Preti, F. Cavazza, M. Landi, M. Marenco, P. Viglione, L. Marizza, M. De Fornasari
Per leggere l’articolo completo abbonati a L’Informatore Agrario