Il successo dei biostimolanti passa dalla Ricerca

Per i biostimolanti, categoria di mezzi tecnici in grande sviluppo da diversi anni, l’attività di ricerca è fondamentale.
Lo è perché questi prodotti hanno un meccanismo d’azione complesso, completamente diverso da quello degli agrofarmaci e dei fertilizzanti, cioè la capacità di stimolare quei processi naturali della pianta che migliorano l’assorbimento e l’efficienza d’uso dei nutrienti, la tolleranza agli stress abiotici e la qualità delle colture, e pertanto rappresentano un settore tecnico-scientifico in continua evoluzione.

L’analisi e il confronto a livello internazionale sullo sviluppo dei biostimolanti e sul loro posizionamento tecnico è stato il focus lo scorso 13 e 14 gennaio a San Patrignano (Coriano, Rimini) del secondo evento organizzato dal gruppo BiolchimWIN-Worldwide Innovation Network”, il progetto di rete internazionale di collaborazioni finalizzata a creare innovazione e strutturata secondo i principi della co-creazione che comprende 99 partner in 11 paesi nel mondo tra Università, ricercatori, partner commerciali e agricoltori.

Player globale per un mercato in crescita

L’amministratore delegato e presidente del gruppo Biolchim Leonardo Valenti nel discorso di apertura ha illustrato i punti fondamentali del percorso di crescita e di successo delle aziende del gruppo Biolchim: «a partire dal 2014 Biolchim è leader di un gruppo più ampio di aziende, tra le quali un’altra società italiana produttrice di fertilizzanti speciali, Cifo e la canadese West Coast Marine Bio Processing specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti fertilizzanti a base di alga Macrocystis. Nel 2016 è entrata a far parte del gruppo l’ungherese Matécsa Kft, azienda produttrice di terricci e substrati a base di torba e leader sul mercato magiaro, seguita da Ilsa, storica azienda italiana specializzata nella produzione di biostimolanti, concimi organici ed organo minerali sia liquidi che solidi, che si integra perfettamente nel piano di sviluppo ed innovazione del gruppo.

Leonardo Valenti durante il suo intervento

Siamo un player globale – ha sottolineato Valenti – con una visione globale, ma la nostra volontà è sempre quella di restare vicini all’utilizzatore finale dei nostri prodotti».
Nel corso dell’evento è stato presentato anche il logo che identificherà in maniera più immediata il gruppo BCI (acronimo di Biolchim-Cifo-Ilsa) nell’ambito degli eventi corporate e in alcune attività di relazione e di comunicazione con gli stakeholders.

Casi di studio di successo

La giornata è proseguita con il racconto da parte dei rappresentanti delle aziende del gruppo dei diversi “casi di successo” nell’ambito dei biostimolanti: dalla diffusione del Nov@ (Biolchim) in Cina all’Ilsadrip (Ilsa) in Perù passando per la crescita di vendite della linea Top N (Cifo).

Antonio di Nardo, direttore commerciale Italia di Biolchim, ha raccontato l’evoluzione del Folicist «che ha visto un rilancio importante nelle vendite dopo che, qualche anno fa, abbiamo deciso di capire meglio le sue funzionalità tramite un’intensa attività di ricerca in laboratorio e sul campo, che ci ha permesso di rinnovare completamente l’etichetta e individuare un nuovo posizionamento tecnico. È un prodotto molto venduto in Italia – ha aggiunto Di Nardo – e ha enormi possibilità di crescita anche all’estero».
Sempre sul tema della ricerca Ranjan Swarup, biologo vegetale dell’Università di Nottingham (UK) ha fatto il punto sullo stato dell’arte delle evidenze scientifiche relative ai fosfiti, sottolineando, oltre alla loro capacità di aumentare “l’autodifesa nelle piante”, il loro ruolo nel promuovere lo sviluppo radicale e il miglioramento nell’utilizzo di acqua e nutrienti.

Una sessione della due giorni è stata dedicata ai plus delle tecnologie industriali che il gruppo Biolchim possiede e che rappresentano un ulteriore punto di forza rispetto ai principali competitor perché permettono ai prodotti del gruppo di distinguersi per innovazione, efficienza e know-how. Nello specifico, l’idrolisi enzimatica e termobarica, l’estrazione di composti di origine vegetale attraverso la CO2 supercritica e la produzione del succo di alghe Macrocystis canadesi.
L’evento ha ospitato anche una sessione con Nomisma dedicata al tema “regolamentazione ed innovazione“, ripercorrendo interessanti casi di studio di settori di business diversi da quello dei biostimolanti.
Sono stati forniti interessanti spunti di riflessione da un punto di vista economico ed in particolare in relazione ai rischi/vantaggi che le nuove regolamentazioni possono imporre/offrire ai diversi comparti industriali che hanno bisogno dell’innovazione come motore di crescita.

 

Lorenzo Andreotti