La brevità del ciclo che caratterizza le colture orticole primaverili-estive e gli elevati standard qualitativi che il mercato impone per i prodotti che ne derivano, rendono strategica la gestione della fase estiva di queste colture. L’attenzione al suolo e il mantenimento di un’adeguata nutrizione idrica diventano cruciali in annate sfidanti dal punto di vista climatico come il 2026, che nel mese di giugno ha fatto registrare temperature massime e medie estremamente elevate in diversi areali, soprattutto del Centro-nord Italia.
Le temperature così elevate possono bloccare la fotosintesi: per difendersi da un’eccessiva perdita di acqua per traspirazione, la pianta chiude gli stomi, impedendo l’ingresso dei gas, mandando in stallo il processo da cui dipende la sintesi degli zuccheri. Ne derivano possibili squilibri nella maturazione dei frutti, non soltanto per l’interferenza sull’accumulo glucidico ma anche per deviazioni e blocchi nella biosintesi di metaboliti secondari, che potrebbero influenzare negativamente rese e qualità.
Gli eccessi termici determinano, inoltre, un’accelerata evaporazione dell’acqua dagli strati più superficiali del suolo, quelli che normalmente gli apparati radicali delle colture orticole, non particolarmente sviluppati, riescono a esplorare.
Per evitare lo stress idrico è importante fare ricorso all’irrigazione, da un lato, e favorire la permanenza dell’acqua nel suolo, dall’altro. Tuttavia, le temperature elevate accelerano la mineralizzazione della sostanza organica, che non solo è la vera protagonista della capacità di ritenzione idrica del terreno ma che è anche in grado di stimolare la crescita dei microrganismi della rizosfera, creando nel suolo condizioni favorevoli a un’adeguata biodiversità e sfavorevoli alla proliferazione di patogeni.
In tale contesto, la concimazione diventa una tecnica colturale di importanza fondamentale per supportare sia la pianta che il suolo. Per raggiungere tutti questi obiettivi, la concimazione deve basarsi sull’impiego di prodotti organici e organo-minerali, formulati con matrici organiche di qualità, altamente umificate e caratterizzate da un elevato rapporto carbonio/azoto.
Da Agribios Italiana tre soluzioni per le orticole
Agribios Italiana, sempre attenta alla salute dei terreni e alla qualità di ciò che vi viene coltivato, propone soluzioni innovative e sostenibili per il futuro dell’agricoltura. Citiamo ad esempio tre prodotti:

- Humostall IVγ, un ammendante organico appositamente studiato per l’orticoltura di qualità e realizzato a partire da una miscela di letami bovini ed equini stagionati e umificati, provenienti da allevamenti non industriali e miscelati con materiali vegetali. Presenta un rapporto carbonio/azoto molto elevato e pari a 25;
- Fumier Sulfer, un concime organico ottenuto dalla miscela di letame umificato, proteine animali parzialmente idrolizzate, zolfo elementare e sale di ferro. Oltre ad apportare azoto e fosforo di origine organica, il prodotto contiene potassio, ferro, magnesio e zolfo, in forma organica o complessata, elementi importanti per lo sviluppo delle piante;
- Nemaplus, un concime organico formulato a partire da letame essiccato, farina d’ossa, farina di carne e panelli vegetali. Questi ultimi sono in grado di esercitare un’azione biofumigante con rilascio di sostanze naturali (isotiocianati) con effetti benefici sul suolo e sulle colture. L’aggiunta di calcio e la presenza di sostanza organica umificata contribuiscono inoltre a migliorare le caratteristiche del terreno e a sostenere l’attività biologica del suolo.



