Olivo & clima: un binomio che va risolto con la conoscenza

Un momento della presentazione del libro "Olivo & Clima". Al centro, con il microfono, l'autore Thomas Vatrano

Si è svolta sabato 25 luglio, all’Auditorium “Dodò e Cocò” del Parco Peppino Impastato di Lamezia Terme, la presentazione del volume “Olivo & Clima. Effetti dei cambiamenti climatici sull’olivicoltura italiana e strategie di mitigazione”, scritto dall’agronomo Thomas Vatrano e pubblicato da Edizioni L’Informatore Agrario.

L’iniziativa si è trasformata in un momento di approfondimento e confronto sulle sfide che oggi interessano il comparto olivicolo-oleario, tra cambiamenti climatici, crisi economica e necessità di innovazione. A moderare l’incontro è stata la giornalista Maria Patrizia Sanzo, che ha guidato il dibattito tra rappresentanti del mondo accademico, professionale e istituzionale.

Ad aprire i lavori sono stati Bruno Capogreco, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Catanzaro, e il consigliere Vincenzo Ammendola.

Nei saluti introduttivi è stato ribadito il ruolo strategico degli agronomi nell’accompagnare le aziende agricole verso modelli produttivi più sostenibili e resilienti, capaci di rispondere alle nuove condizioni climatiche ed economiche.

Oltre all’autore, sono intervenuti Francesco Carioti, consulente Ismea per il monitoraggio dei mercati della filiera olivicolo-olearia; Marco Poiana, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria; e Francesco Chiellino, dirigente del Settore Competitività del Dipartimento Agricoltura, Risorse agroalimentari e Forestazione della Regione Calabria.

Tra i presenti anche Alessandro Guagliardi, presidente della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Calabria, Antonio Fazari in rappresentanza dell’Ordine di Reggio Calabria e Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria, insieme a numerosi professionisti e operatori del settore.

Le criticità del settore tra mercati e qualità dell’olio

Nel corso del dibattito, Carioti ha analizzato la difficile congiuntura economica che attraversa il comparto oleario, soffermandosi sull’aumento dei costi di produzione, sulla riduzione dei margini aziendali e sulla volatilità dei mercati. Da qui la necessità, ha evidenziato, di rafforzare l’organizzazione della filiera e valorizzare maggiormente il prodotto per garantire redditività agli olivicoltori.

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli effetti dei cambiamenti climatici sulla produzione. Il professor Poiana ha illustrato come l’aumento delle temperature e le mutate condizioni ambientali stiano incidendo sia sulle rese sia sulla qualità dell’olio extravergine. Tra gli aspetti più significativi, la riduzione del contenuto di acido oleico, componente fondamentale per le proprietà nutrizionali, la stabilità ossidativa e la qualità complessiva del prodotto.

Dal punto di vista istituzionale, Chiellino ha presentato le linee guida del Piano olivicolo regionale, anticipando le opportunità che saranno offerte dai prossimi bandi della Regione Calabria. Gli interventi previsti riguarderanno il sostegno agli investimenti aziendali, l’ammodernamento degli impianti, l’innovazione tecnologica, la meccanizzazione e il rafforzamento della competitività del settore.

Le strategie per il futuro dell’olivicoltura

Il volume di Vatrano nasce con l’obiettivo di analizzare in modo organico l’impatto dei cambiamenti climatici sull’olivicoltura italiana e di individuare possibili strategie di adattamento. Siccità prolungate, temperature elevate, precipitazioni irregolari ed eventi meteorologici estremi stanno infatti modificando gli equilibri fisiologici dell’olivo, con ripercussioni sulla produttività e sulla sostenibilità economica delle aziende.

Nelle conclusioni, l’autore ha sottolineato la necessità di ripensare il modello produttivo degli oliveti calabresi, favorendo una maggiore meccanizzazione, la riduzione dei costi colturali e un miglioramento dell’efficienza aziendale. Vatrano ha inoltre evidenziato l’opportunità, dove le condizioni lo consentano, di investire in sistemi olivicoli ad alta densità.

«È necessario ripensare il modello di coltivazione degli oliveti calabresi, favorendo il più possibile la meccanizzazione e investendo, dove possibile, in sistemi ad alta densità. Questo processo di modernizzazione, tuttavia, non dovrà mai farci dimenticare il rispetto e la tutela del germoplasma olivicolo regionale, patrimonio genetico, storico, paesaggistico e culturale di straordinario valore», ha affermato.

L’appuntamento di Lamezia Terme ha così superato i confini della semplice presentazione editoriale, diventando un’occasione di riflessione sul futuro dell’olivicoltura calabrese. Dal confronto è emersa la necessità di coniugare innovazione e tradizione, competitività e qualità, modernizzazione degli impianti e tutela delle cultivar autoctone. Una sfida decisiva per costruire un settore più resiliente, capace di affrontare i cambiamenti climatici senza perdere il legame con il territorio e la sua biodiversità.

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