È partita con circa dieci giorni di anticipo la vendemmia 2026 in Italia, un segnale sempre più evidente degli effetti del cambiamento climatico sulla viticoltura nazionale. Le prime operazioni sono scattate nell’Oltrepò Pavese, nell’azienda Defilippi, con la raccolta delle uve bianche destinate alla produzione di spumanti.
Le temperature elevate e la prolungata assenza di precipitazioni hanno accelerato la maturazione dei grappoli, costringendo le aziende ad anticipare l’ingresso in vigneto.
Campagna 2026 di difficile interpretazione
Secondo le organizzazioni agricole, la campagna 2026 sarà tra le più difficili da interpretare.
Se da un lato la qualità delle uve appare promettente, grazie anche a una minore pressione della peronospora, dall’altro la siccità continua a rappresentare una grande incognita per le rese, mentre gli eventi estremi come le grandinate hanno già provocato danni in diverse aree del Paese.
Coldiretti sottolinea come il cambiamento climatico sia ormai un fattore strutturale con cui le imprese devono confrontarsi quotidianamente.
Emblematico il caso della Toscana, dove il Sangiovese potrebbe essere raccolto già a metà agosto, con settimane di anticipo rispetto alle tradizionali finestre vendemmiali autunnali.
Anche Confagricoltura richiama l’attenzione sulla necessità di investire in innovazione, gestione della risorsa idrica e adattamento agronomico per mantenere competitività e qualità. Le aziende si trovano infatti a fronteggiare non solo il clima, ma anche costi di produzione elevati, difficoltà nel reperire manodopera specializzata e una congiuntura commerciale internazionale complessa.
Nonostante le criticità, il vino resta uno dei pilastri dell’agroalimentare italiano. Con oltre 241.000 imprese viticole, 681.000 ha coltivati e una forte vocazione alle produzioni di qualità, il settore continua a dimostrare resilienza e capacità di adattamento. La vendemmia 2026 si annuncia dunque come una sfida impegnativa, ma anche come un banco di prova per il futuro della viticoltura italiana.
Articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 21/2026
La vendemmia 2026 inizia in deciso anticipo
di L.A.
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