Lollobrigida al Tavolo Riso: «Aiuto accoppiato, innovazione e contratti di filiera per la tenuta del settore»

Il Tavolo Riso al Masaf

Il 30 luglio si è riunito presso il ministero dell’Agricoltura il Tavolo Riso, convocato per affrontare una crisi che ha minacciato il patrimonio risicolo nazionale, leader in Europa con circa 233 mila ettari coltivati e oltre il 50% della produzione comunitaria. L’incontro ha delineato una strategia d’emergenza per rispondere al crollo dei prezzi — con varietà come il risone Baldo passate da 60 a 38 euro al quintale in pochi mesi — e all’impennata dei costi di produzione che ha reso insostenibile la continuità produttiva.

Il ministro Francesco Lollobrigida, affiancato dal sottosegretario Patrizio La Pietra, ha aperto i lavori sottolineando l’impegno del Governo a Bruxelles per il mantenimento dell’aiuto accoppiato nella prossima Pac, il sostegno all’innovazione e al supporto tecnologico nelle coltivazioni e l’intensificazione dei controlli sulla filiera da parte dell’Icqrf. Tra le priorità è stato indicato l’abbattimento dei costi energetici e dei fertilizzanti per sostenere le aziende in sofferenza. Per garantire stabilità, il ministro ha annunciato novità nella prossima Legge di Bilancio, con riferimento al Fondo di Sovranità Alimentare, e ha sollecitato l’approvazione d’urgenza del provvedimento “Coltiva Italia”, che ha previsto un miliardo di euro per il settore agricolo, denunciando i rallentamenti parlamentari che hanno frenato l’erogazione di queste risorse.

Le proposte delle organizzazioni di settore

La valorizzazione del prodotto 100% italiano è stata il cuore delle proposte avanzate dalle organizzazioni, a partire da Coldiretti (rappresentata dal presidente Ettore Prandini) che ha chiesto un bando da 12 milioni di euro per destinare riso nazionale alle famiglie in difficoltà e un fondo dedicato ai contratti di filiera nell’ambito del Fondo Sovranità Alimentare. L’esigenza di programmazione è stata condivisa da Confagricoltura, presieduta da Massimiliano Giansanti, che ha insistito sulla necessità di pianificare le semine per evitare eccessi di offerta e promuovere contratti che valorizzassero la filiera tricolore.

In questa direzione, Gianmichele Passarini, vicepresidente di Cia-Agricoltori Italiani, ha suggerito di replicare il modello già sperimentato nel comparto grano duro-pasta per creare benefici condivisi tra produttori e trasformatori. Fulco Gallarati Scotti, responsabile riso della Copagri, ha evidenziato come i contratti di coltivazione coprissero all’epoca solo il 2,5% della produzione nazionale, richiedendo maggiori fondi per renderli un reale strumento di programmazione. A supporto della tenuta finanziaria, Raffaele Drei, presidente di Confcooperative Agroalimentare, ha sollecitato l’attivazione del Fondo IST (Income Stabilization Tool), gestito da Ismea, per compensare i cali drastici di reddito dovuti alla volatilità dei prezzi.

Il contrasto alla concorrenza sleale e la difesa dell’origine sono stati temi giudicati urgenti, data la crescita delle importazioni extra-UE. Coldiretti ha proposto l’applicazione del principio di reciprocità e tecnologie come la risonanza magnetica per certificare l’origine. Confagricoltura ha posto l’accento sul miglioramento dell’etichettatura e controlli severi alle frontiere. Cia ha chiesto il riconoscimento del riso come “prodotto sensibile” nei negoziati internazionali, criticando le soglie della clausola di salvaguardia prevista per il 2027, mentre Copagri ha sollecitato la riapertura del dibattito sui dazi, proponendo tariffe aggiuntive sulle importazioni di prodotto lavorato.

Sulla gestione idrica, il ministro ha confermato che il governo ha valutato l’uso dei fondi Agricat per eventi siccitosi anomali. Natalia Bobba, presidente dell’Ente Risi ha chiesto l’intervento di tutte le forze politiche e sindacali perché la questione idrica è diventata una problematica ordinaria e non più straordinaria.

Per quanto riguarda il fronte infrastrutturale, Coldiretti e Confcooperative hanno concordato sulla necessità di un piano nazionale per il recupero degli invasi e la creazione di nuove vasche di accumulo. Infine, si è registrato un consenso diffuso sulla ricerca scientifica, con le organizzazioni che hanno ribadito la centralità delle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) per ottenere varietà più resistenti e sostenibili. Confagricoltura ha infine richiamato l’importanza di favorire pratiche agronomiche per un uso razionale della risorsa idrica.

Gaetano Menna