Diventa operativo il contributo sotto forma di credito d’imposta per l’acquisto di gasolio e benzina destinati alle attività agricole, previsto dall’articolo 8-ter del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38 e disciplinato dal decreto interministeriale Masaf-Mef.
La misura, finanziata con 90 milioni di euro, nasce per attenuare gli effetti dell’eccezionale aumento dei costi energetici che ha colpito il settore primario a seguito delle tensioni internazionali
Il credito sarà riconosciuto fino al 20% della spesa sostenuta per gli acquisti di carburante effettuati tra marzo e maggio 2026, calcolata sull’imponibile al netto dell’Iva e con un importo massimo nominale di 50.000 euro per azienda.
L’agevolazione riguarda il gasolio e la benzina utilizzati dai mezzi impiegati nelle attività agricole, nonché il combustibile destinato al riscaldamento delle serre per le colture orticole.
Le domande dovranno essere presentate ad Agea attraverso una procedura telematica la cui finestra, secondo quanto previsto, non potrà essere inferiore a 20 giorni e dovrà chiudersi entro il 30 settembre 2026.
Accanto agli aspetti normativi emerge anche la necessità di una preparazione accurata della documentazione. Le imprese sono infatti chiamate a raccogliere e verificare tempestivamente tutte le fatture di acquisto, controllando l’esatta riconducibilità delle spese al periodo agevolato e all’attività agricola.
Particolare attenzione dovrà essere posta al calcolo dell’importo ammissibile, evitando errori frequenti come l’inclusione dell’Iva o di documenti riferiti a mesi diversi da quelli previsti dalla norma.
Un elemento da non sottovalutare riguarda la disponibilità delle risorse. Il 20% rappresenta infatti l’aliquota massima teorica: qualora le richieste presentate superassero il plafond nazionale di 90 milioni di euro, Agea potrà ridurre proporzionalmente il beneficio effettivamente riconosciuto ai richiedenti.
Il credito maturato sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026.
Per Copagri si tratta di un intervento particolarmente importante, considerato che carburanti e fertilizzanti rappresentano mediamente circa la metà dei costi di produzione delle aziende agricole.
Da qui la richiesta al Governo di procedere rapidamente anche con l’attuazione del credito d’imposta sui fertilizzanti, destinato ad alleggerire ulteriormente i costi sostenuti dalle imprese del settore.
Articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 21/2026
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